Altritaliani

La leggenda del greco buono e dell’europeo cattivo.

giovedì 9 luglio 2015 di Veleno

Non esistono europei cattivi, esistono solo europei indisposti.

Sulla Grecia, si sta assistendo ad una delle più colossali mistificazioni politiche della Storia. Se certo l’attuale Europa chiusa nelle sue burocrazie e nelle sue cancellerie, non merita alcuna indulgenza, francamente però lascia perplessi questa santificazione di Tsipras e soci, immaginati di volta in volta come paladini della democrazia, Davide che sconfigge l’orrendo Golia.

Una santificazione trasversale che va dai neofascisti di Fratelli d’Italia alla sinistra dura e pura di SEL, passando per i leghisti e i grillini e finanche con le simpatie dei berlusconiani. A fornire vento al “mitico” veliero greco e al suo “indomito” nocchiero Tsipras è in realtà un partito che sintetizza in Italia questa miscela destra/sinistra, fondamentalmente populista e strillona che è il partito dei talk show televisivi. I quali senza alcun distinguo, siano essi della RAI o della Sette oppure di Mediaset, hanno ora e sempre un solo obbiettivo, cavalcare o creare lo scontento; attaccare il governo, non importa da chi rappresentato, perché come direbbe Iannacci l’unica cosa che conta, per questi prototipi di comunicazione che furono della seconda repubblica, è esagerare.

E’ l’esagerazione che fa audience, che crea tendenza, che crea pubblicità e quindi soldi, costruisce consenso con messaggi facili, con cui si possono ricattare e tenere sotto scacco chi ha la responsabilità del paese. Per fare ciò i partecipanti gridano sostenendo informazioni palesemente false o, nella migliore delle ipotesi, inesatte. Ad ogni affondo è un applauso ed è questo che conta per una TV nazional populista come la nostra. E la Grecia di applausi nei talk show ne raccoglie molti.

Perché la Grecia (vero o falso che sia) è percepita come contro l’Europa, in Italia contro Renzi (che per le forze populiste di ieri e di oggi è il vero nemico pubblico). Quindi W la Grecia comunque e a prescindere. W Tsipras e i suoi ministri telegenici. Forse però, occorrerebbe un po’ d’informazione che contrasti il solito populismo/spettacolo imperante ormai da tempo (quanto urge una riforma dei servizi televisivi…..).

La cosa è seria perché se ai tempi di Berlusconi si poteva capire il perché della disinformazione, oggi questa piaga diventa, da un punto di vista intellettuale, meno comprensibile e giustificabile. Tutti dovrebbero domandarsi a chi giova la sopravvivenza di questa falsa forma d’informazione. Ne riparleremo ma, intanto, concentriamoci sulla mistificazione greca.

Personalmente, credo che Renzi abbia ragione: il problema più che la Grecia è oggi l’Europa. Ma incredibilmente ci troviamo da alcuni mesi non a parlare d’Italia e nemmeno d’Europa, parliamo di Grecia dividendoci e scontrandoci come se si parlasse d’Italia. Oso sperare che questo sia frutto di una coscienza europea ed europeista che, malgrado tutto, cresce sotto traccia, facendoci sperare in una Europa che ritrovi la via smarrita dell’unità e quella della sovranazionalità.

La Grecia. Si è sentito dire che con il Referendum: “Ha perso l’Europa delle banche e ha vinto la democrazia” oppure: “L’Europa sta strangolando la Grecia” ancora: “Renzi striscia ai piedi della Merkel, dovrebbe prendere esempio da Tsipras” ancora un po’: “La Merkel è una strega, che vuole annientare il popolo greco che già ha sofferto tanto”. Naturalmente per brevità mi limito a questi giudizi scegliendoli tra i più equilibrati rinvenuti dalle dichiarazioni dei politici di tutto l’arco politico, fatta eccezione sostanzialmente il PD che fa male dirlo, ma a dispetto dei talk show, è l’unica forza attualmente positiva e responsabile del paese. Un’anomalia, una cosa grave, ma purtroppo vera.

Partiamo dalla lezione di democrazia della Grecia. Al di là della mistificazione il referendum, inutile per l’Europa, aveva il solo scopo di tenere buona l’opposizione interna a Syriza, il partito che guida il governo greco. Si era giunti all’accordo quando 45 parlamentari oltranzisti di quel partito hanno annunciato che se Tsipras cedeva loro lasciavano il governo. Panico e referendum, unico modo per dire, a quell’opposizione interna, che il popolo era per l’accordo. E cosi la democrazia greca ha imposto a 360 milioni di europei una settimana di quaresima ed un voto di 3.600.000 che influenza una maggioranza ben più corposa.

Come se non bastasse ad un Europa pazientissima, Tsipras annuncia che l’indomani sarà presentato il piano per permettere a quel paese di restare nell’euro. Varoufakis se ne va, arriva Tsakalotos che si presenta a Bruxelles senza niente in mano. Il giorno dopo Tsipras si prende gli applausi dei populisti e di Le Pen e Salvini, annunciando ancora le benedette riforme che gli altri paesi hanno fatto e che la Grecia non si decide a fare. Staremo a vedere. Intanto Golia è silenzioso e pensieroso a prendere gli schiaffi di un paese che dopo aver truffato sui conti pubblici, parla solo di povertà pur avendo un’economia parallela fondata sul nero e l’illegalità prosperando al punto da riuscire in tre settimane a portare via 45 miliardi di euro dalle banche, naturalmente esentasse.

La sinistra buona di Tsipras (per cui, per Vendola, Renzi dovrebbe farsene un modello) è una sinistra che continua a mantenere in vigore una legge che consente agli armatori greci di non pagare le tasse, alle isole greche di non pagare l’IVA, un paese che è primatista mondiale per evasione fiscale e corruzione, un paese dove la chiesa ortodossa che ha innumerevoli proprietà immobiliari non paga un euro di tasse. Vi ricordate come l’estrema sinistra italiana rompeva gli zebedei, denunciando che i governi italiani non facevano pagare l’IMU alle proprietà del Vaticano?

La Merkel vuole strangolare la Grecia? Prima di tutto se in Italia esistesse l’informazione si saprebbe che la Merkel sta facendo di tutto per non abbandonare la Grecia, anche a costo di perdere consensi in Germania, dove finanche le SPD (socialdemocratici) dice che bisogna lasciar uscire la Grecia dall’euro e preparare un piano umanitario per le prime emergenze dopo il Grexit.

Pensate che Tsipras tra scrosci di applausi (?) ha sostenuto al parlamento europeo: che si’ la Grecia ha avuto gli aiuti ma che questi sono andate alle banche greche. E certo, e dove dovevano andare gli aiuti? Sono le banche greche che poi devono distribuire nei modi dovuti il denaro per sostenere la crescita. Mica l’Europa può mandare bonifici ai singoli cittadini….o no? L’eroe Tsipras….mah!

Nel 2010 la matrigna Europa ha stanziato 110 miliardi di euro per salvare la Grecia, chiedendo in cambio misure di austerità e di riduzione della spesa pubblica, ed evidentemente di darsi una regolata, magari facendo anche delle opportune riforme. Ma non è finita l’anno dopo, mentre la Grecia non faceva nulla, nel 2011 l’Europa stanziava altri 130 miliardi di euro (soldi nostri. La Germania s’indebitava per 97 miliardi, l’Italia per 40 miliardi, la Francia per oltre 60 miliardi), in cambio la richiesta era sempre la stessa. Fate qualcosa, che non sia solo alzare tasse e fare tagli a casaccio, riorganizzate il vostro Stato, avviate le privatizzazioni, fate riforme strutturali!

Ma la matrigna cattiva, non contenta si accollava il debito privato, comprandoselo e tagliando altri 107 miliardi di debito (soldi di noi europei che non riavremo) ristrutturando e tagliando il debito greco.

Finalmente l’economia greca era in crescita nel 2014, una crescita maggiore di quella tedesca. Ebbene, i sensibili e democratici greci, vittime della matrigna, hanno continuato a non fare alcuna riforma e a non modificare nulla, scialacquandosi i soldi fino a ripiombare nella crisi che con l’arrivo di Tsipras, ha avuto il suo acme.

La realtà è che questo paese, poco più grande di un acino di caffè sulla mappa geografica del mondo, sta collassando con le sue inadempienze l’Europa, altro che eroi greci, si tratta di profittatori che approfittano della invidiabile condizione geopolitica, per tenere sotto ricatto le nostre istituzioni.

Pensate che hanno avuto la sfrontataggine di non presentare dopo il referendum alcun piano e di chiedere in cambio, tra gli applausi dei populisti di destra e sinistra ben rappresentati in quel delirio mentale che sono i talk show televisivi, per i prossimi tre anni altri soldi (nostri naturalmente) tra i trenta e i settanta miliardi, mettendo cosi a rischio la ripresa di quei paesi virtuosi come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e il nostro che i sacrifici li hanno fatti davvero e che ancora devono farne altri.

La Merkel vuole annientare la Grecia? No! E’ la Grecia che cerca di annientare l’Europa! Da noi si va in pensione minimo a 67 anni, in Grecia molti ci vanno a 58 anni, in Italia ancora per un po’ si avrà come pensione il 70% della retribuzione (poi ciascuno avrà la pensione in ragione dei contributi versati). In Grecia si aveva fino a ieri il 95% dell’ultima retribuzione. La pensione di povertà in Italia è circa di 500 euro in Grecia di 700 euro. In Grecia come in Italia le tasse sono alte ma solo i più poveri le pagano.

Chi sta distruggendo la Grecia sono i suoi governi, la sua irresponsabilità generale e diffusa ad ogni livello, non la Merkel che deve contrastare i falchi della Bundesbank, che vorrebbero gli elleni già fuori dall’euro da un pezzo. Sia chiaro questi sono solo alcuni degli esempi dello sperpero greco che continua senza soste da decenni. Tanti altri gli stessi elleni potrebbero raccontarne.

Renzi striscia dalla Merkel? A me sembra che l’unico paese che insiste, perché da questa vicenda si tragga una lezione utile è l’Italia. La quale insiste perché l’Europa divenga federale, perché siano le istituzioni europee investite di poteri reali, a partire dal parlamento europeo. Renzi è l’unico che sta ponendo con forza e realismo il tema della crescita e dell’impegno nel mediterraneo. L’Italia, ad esempio, sta imponendo di cambiare quel trattato di Dublino, che volle Berlusconi e che di fatto costringe oggi l’Italia ad essere sola nel fronteggiare l’esodo in corso dall’Africa. Se questo è strisciare? Fate vobis!

A me sembra che viceversa andrebbe fatta della controinformazione per ristabilire un minimo di realtà. Lo dobbiamo all’Europa che con tutte le sue contraddizioni è una strada senza alternative ma lo dobbiamo anche al rispetto per noi oltre che per i greci. L’Europa non può rifondarsi sulla burocrazia ma nemmeno con fumose e televisive leggende greche.

Non si può ridurre l’Europa ad una sorta di Cassa per il mezzogiorno della assistenza sine die alla Grecia, ne va della nostra credibilità interna ed esterna al continente.

Veleno

N.d.r.Venerdi 10 Luglio. Arriva questa buona notizia ANSA

Il piano Tsipras è arrivato sul tavolo dell’Eurogruppo convocato per domani, dopo un primo esame, oggi, da parte dell’ex Troika. Un piano da 12 miliardi invece degli 8 del precedente. Prime reazioni positive dai leader europei: Hollande promuove il piano, Renzi ritiene possibile un accordo già domani e Padoan ritiene che sono stati fatti importanti passi avanti. Tra le misure proposte, l’addio alle pensioni ’baby’, la rinuncia allo sconto dell’Iva per le isole più turistiche, e l’aumento delle tasse per armatori e imprese. Il leader greco cercherà fin da oggi il consenso anche nel Parlamento ellenico. Intanto ammonta ad oltre 53 miliardi il prestito triennale che la Grecia chiede al Fondo salva stati.


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