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Nelle sale italiane e in concorso a Cannes

Sorrentino: Youth - La giovinezza e l’essere prigionieri del successo.

giovedì 21 maggio 2015 di Andrea Curcione

In concorso al Festival di Cannes, “Youth – La giovinezza”, l’ultima pellicola del regista Paolo Sorrentino. Cast ricco per il premio Oscar 2014. Tante vecchie star per parlare della giovinezza e dei sentimenti puri, forse pensando anche ad una generazione che stenta a fare largo ai giovani. Un film calligrafico, che sembra compiacersi delle forme espressive che furono della “Grande bellezza”, con il rischio di ripetersi e di perdere quel tratto originale che segno’ le prime opere del cineasta napoletano.

E’ uscita nelle sale italiane, in contemporanea con la stessa giornata della proiezione ufficiale al 68. Festival di Cannes, dove è in concorso, “Youth – La giovinezza”, l’ultima pellicola del regista Paolo Sorrentino. Il regista premio Oscar 2014 con “La grande bellezza”, questa volta ci presenta un film a suo dire più intimo, personale, ma realizzato con estrema attenzione nella fotografia e nella scelta dei ruoli.

In breve la trama. In un elegante albergo centro benessere delle Alpi svizzere, lo Schatzalp Hotel di Davos (lo stesso che Thomas Mann cita nel suo romanzo “La montagna incantata”) soggiornano due amici quasi ottantenni, il direttore d’orchestra in pensione Fred Ballinger, interpretato da Michael Caine, e l’anziano regista cinematografico Mick Boyle, impersonato da Harvey Keitel.

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Entrambi vivono una sorta di crisi creativa. Il primo non ha più intenzione di dirigere grandi orchestre né di suonare ancora i propri componimenti che gli hanno dato grande fama: i “Simple Songs”, anche se ciò gli viene espressamente richiesto dalla regina d’Inghilterra.

Il secondo invece si è rintanato in quel luogo tranquillo e isolato con un gruppo di giovani collaboratori e sceneggiatori, per riuscire a terminare il copione di quello che dovrebbe essere il suo film testamento, quello che dovrebbe coronare la sua carriera di successi cinematografici. Tuttavia lo script non ha ancora un finale che sia convincente, e il regista non ottiene dei suggerimenti che lo soddisfino. Tra massaggi, bagni termali, diete, e osservazione degli altri ospiti dell’albergo, i due amici discutono e riflettono sulle loro vite, su ciò che hanno avuto e ciò che hanno dato. E tra grandi amici, si può parlare solo bene.

Tuttavia le loro carriere verranno impietosamente messe a nudo e criticate dalle donne alle quali alla fine loro sono stati molto legati: Fred dalla figlia Lena (interpretata da Rachel Weisz), che gli fa da manager, la quale in un momento di duro confronto gli rimproverà di aver trascurato e tradito gli affetti familiari per il suo forte narcisismo. Mick invece dalla sua attrice preferita di sempre, Brenda Morel (interpretata da Jane Fonda) la quale senza peli sulla lingua – in un breve e intenso dialogo dagli accenti forti - dirà al suo pigmalione che ormai è un regista senza più credito che appartiene al passato, con il quale lei non lavorerà più.

In mezzo a tutto questo vi sono le immagini estetizzanti, grazie alla fotografia del maestro Luca Bigazzi con veri e propri “tableaux vivants” di ambienti dell’albergo, primi piani di volti di anziani rugosi e muti, personaggi panciuti: come un calciatore Maradona (interpretato da un sosia) caricaturale nel suo eccesso di obesità deformante a rappresentare come una vera leggenda mondiale possa andare con l’età alla deriva. Oppure di attori in cerca di ispirazione, come Jimmy Tree (impersonato da Paul Dano) vittima del proprio successo e ricordato per un’unica interpretazione, quella di un robot dove non si vedeva nemmeno il volto.

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“Youth” è un film dove prevale la nostalgia dell’incoscienza giovanile e la riscoperta, a una certa età, quando ci si avvicina all’ultimo momento di vita, dei sentimenti più puri. Tuttavia il film di Sorrentino, seppur sorretto da un cast di imponenti attori, Caine e Keitel soprattutto, che dimostrano un vero e spontaneo affiatamento, è una pellicola pretenziosa, che vive di immagini calligrafiche, frasi che vogliono colpire, momenti fuori contesto – a volte anche eccessivi - che, se potevano funzionare ne “La grande bellezza”, qui sono solo d’abbellimento estetico ma non funzionali alla storia, che alla fine risulta banale, anche nel finale.

Ormai sappiamo che il quarantacinquenne regista napoletano sa gestire con maestria la macchina da presa. Ma qui si sfiora la leziosità e non basta più strizzare l’occhio al cinema felliniano per realizzare immagini che risultano un “déja-vu” stilistico, sebbene accompagnate da musiche affascinanti (quelle originali del musicista David Lang) ma anch’esse monotone.

Ci auguriamo che Sorrentino ritorni a sceneggiature più consistenti, come quelle de “L’uomo in più” o “Le conseguenze dell’amore” per lasciare ancora una volta il proprio segno più originale.


Youth – La Giovinezza
(Id., Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna 2015)

Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino
Fotografia: Luca Bigazzi
Musica: David Lang (II)
Cast: Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda, Diana Ghenea.

Andrea Curcione

TRAILER DEL FILM:


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