Altritaliani
Editoriale. La pillola di Puppo.

Erri De Luca: Purché la libertà di pensiero non sia solo la sua.

domenica 8 marzo 2015 di Maurizio Puppo

C’è un sito internet francese (http://soutienaerrideluca.net/) che reclama libertà per uno scrittore messo sotto processo per le sue dichiarazioni, e quello scrittore è Erri De Luca. Lo si vede, in una bella foto, in bianco e nero, le rughe pensose, lo sguardo intelligente che guarda lontano. Il testo le canta chiare: « la Lyon-Turin Ferroviaire (…) veut construire (…) un tunnel TGV au travers des Alpes pour nous entraîner encore plus dans une vie à grande vitesse ». Un tunnel ad alta velocità “per trascinarci sempre di più in una vita ad alta velocità”. E poi: « alors que la France vient de se mobiliser pour défendre la liberté d’expression, comment pourrait-elle laisser un écrivain risquer la prison pour ses déclarations publiques ? ».

La Francia si è mobilitata, tutti hanno detto «Je suis Charlie» per difendere la libertà di espressione, come si fa a lasciare che uno scrittore rischi la prigione per le sue dichiarazioni? E c’è l’appello a firmare. Hanno firmato in tanti. Nomi bellissimi. Li trovate sul sito Internet di Liberation (http://www.liberation.fr/terre/2015/03/01/liberte-pour-erri-de-luca_1212089). C’è Anne De Amézaga, che di mestiere è “productrice de spectacles vivants”. Spettacoli viventi. Giuro che non me lo sono inventato io. Ci sono degli spettacoli morti e degli spettacoli viventi, tutto lì, che c’è di strano? C’è Aurélie Filippetti (pronuncia: Filipetì), scrittrice ed ex ministro (o ministra? Diciamo ministra, dai) della cultura. C’è Fred Vargas, scrittrice e grande sostenitrice delle ragioni dell’ex terrorista Cesare Battisti. Cineasti, poeti, altri ex ministri, artisti, autori di performances. Come diceva un mio amico: in quella lista, il più scemo suona l’arpa.

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Insomma un mondo bello, fatto di gente colta. Tutti mobilitati per difendere Erri De Luca. Perseguitato per le sue opinioni! Perseguitato (ripeto) per le sue opinioni, mio Dio che orrore! Ve ne rendete conto? Erri De Luca su questa storia ci ha scritto pure un libro, “La parola contraria”. Sui giornali francesi se ne parla molto. L’estate scorsa, il quotidiano Libération ha pubblicato una lunga intervista e gli ha chiesto come mai era contrario alla TAV, alla linea ad alta velocità.

De Luca ha risposto che non è lui ad essere contrario, ma gli abitanti della valle coinvolta (si vede che li conosce tutti, uno per uno). Che nella valle c’è un’occupazione militare. Che è scandaloso che così pochi intellettuali italiani (meno male che ci sono i francesi, dico io) si siano interessati alla “lotta popolare” contro la TAV e contro l’arroganza dello Stato italiano.

Di cosa è accusato esattamente De Luca? Di essere contrario alla TAV? Non proprio. In alcune interviste, aveva detto che era giusto “sabotare” il cantiere, cose del tipo “basterà il sabotaggio del cantiere, l’opera non si deve fare e non si farà”. La realizzazione di quest’opera è stata approvata dal Parlamento, ma non importa: l’opera non si deve fare: l’ha deciso lui, Erri De Luca. E perché non si faccia – ecco il suo ragionamento - ogni mezzo è lecito. Da cui, il ragionamento fila liscio, l’elogio del sabotaggio.

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Dopo l’elogio del sabotaggio, De Luca si è beccato una denuncia da parte di una delle società che partecipano alla realizzazione dell’opera. Che si è appellata a un articolo del codice penale (414) che sanziona l’istigazione a delinquere. Nel suo libro De Luca fa tutta una filippica sulla parola sabotare che a suo dire è bella e santa. E sul fatto che non si devono processare le parole, e su questo ha senz’altro ragione. Ora, però. Però. De Luca in tribunale, a processo, fa una brutta impressione, d’accordo.

De Luca ha pure scritto delle belle cose, d’accordo. Però, amicus Plato, diceva quello, sed magis amica veritas. (Che poi chi sia “quello” che ha detto questa frase, non si è mai saputo: Socrate o Aristotele? Boh. Sono sicuro che De Luca lo sa. Egli sa tutto). Però, dicevo: c’è un giornalista della Stampa, Massimo Numa, che è stato aggredito e minacciato, e questo perché? Perché aveva osato esprimere un parere favorevole alla maledetta TAV. Cioè, è stato aggredito e minacciato per le sue parole. Stessa sorte più o meno per un collaboratore del giornale Cronaca qui Torino e per degli operatori di Corriere TV; sempre per la stessa ragione. Loro, o i giornali per cui lavorano, erano accusati di essere favorevoli alla TAV. E potrei andare avanti, perché gli esempi non mancano.

Se la libertà di espressione è giustamente così cara a De Luca, perché il caro Erri non si mobilita per difendere Numa e gli altri come Numa, aggrediti e insultati e minacciati per le loro parole e le loro opinioni che, anche se fossero sbagliate, porca miseria, valgono e hanno diritto ad esistere quanto le sue? Non sarà mica che la libertà di espressione gli è cara solo quando è la sua? La moglie di un senatore del Partito Democratico, che aveva votato a favore dell’opera, ha trovato tre molotov sul pianerottolo di casa. La libertà di un politico di votare un po’ come gli pare, non è altrettanto sacra della libertà di De Luca? Il fatto che un politico sia minacciato, o che sia minacciata la sua famiglia, per indurlo a votare “come si deve”, non vi ricorda niente? Trattasi di squadrismo.

Tutto questo per dire due cose. La prima: in Italia, almeno sulla carta, c’è lo stato di diritto, dove vige il “governo delle leggi”, non “quello degli uomini”, per usare le potenti espressioni di Norberto Bobbio; quindi (per spiegarla in modo diverso da come l’avrebbe spiegata Bobbio), non è che si fa un po’ alla cazzo caso per caso a seconda di quanto uno ci sta simpatico o no, si applicano le leggi e basta. “Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati (2) è punito, per il solo fatto dell’istigazione”, e via di seguito: articolo 414. Quindi la società che si è stufata di ricevere minacce o aggressioni un giorno sì e uno pure, aveva pieno diritto di denunciare Erri De Luca, in applicazione dello stato di diritto.

È ovviamente possibile che questo articolo sia sbagliato, e secondo me lo è, perché dire una cosa non equivale a farla; e quindi sarebbe bene cancellarlo. Però se questa legge è sbagliata, la battaglia va fatta contro la legge, non a favore di De Luca perchè ci è simpatico o ha scritto dei bei libri o c’ha le rughe pensose. No, se la legge è sbagliata va cambiata anche e soprattutto per difendere i diritti di chi non è né bravo né pensoso né intelligente. La legge ingiusta va cambiata per difendere il diritto di tutti, siano essi intelligenti celebri e colti o stupidi sconosciuti e ignoranti come bestie. Questo è il principio della stato di diritto, porca miseria.

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Seconda cosa: il processo a De Luca è una fesseria e del resto lo sa pure il pubblico ministero. Il processo, dico. De Luca secondo me ha detto una scemenza, e deve finire lì. Se si dovessero punire le scemenze per legge, saremmo tutti in prigione. Io ad esempio sarei all’ergastolo. Però, detto questo, in Italia, le scemenze degli intellettuali alla Erri De Luca, le loro parole alate “senza compromessi”, hanno armato mani che hanno sparato. E lì non erano più parole, a volare, ma pallottole. Erri De Luca è stato a lungo in Lotta Continua. Il cui giornale scriveva cose carine come questa: “(...) più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte... ». (E i presunti nemici del popolo erano indicati con nome e cognome). E così via, ogni giorno o quasi.

Finché, a forza di sentire queste cose, dette da persone che parevano (ed erano) molto intelligenti e colte e preparate, qualcuno le armi le ha prese sul serio e ha cominciato a sparare. Erri De luca ha detto: “sottolineo il dono per la nobiltà della parola ’sabotare’, la usava Gandhi: il verbo è nobile. Ha un significato molto più ampio dello scassamento”. È probabile che abbia ragione. Ma ci sarebbe una certa nobiltà, se vogliamo, anche nell’interessarsi della libertà di opinione degli altri (magari di coloro le cui opinioni sono diverse dalle nostre) e nell’evitare di incitare la gente a scannare i propri presunti nemici.

Maurizio Puppo

N.d.r.
LEGGI ANCHE SU ALTRITALIANI:
No Tav: Processo a Erri de Luca. La parola contraria.
Un articolo di Emanuela De Siati.
http://www.altritaliani.net/spip.ph...


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