Altritaliani
Italiani in giro

Italiani nel Principato di Monaco: una comunità italiana attiva.

domenica 12 ottobre 2014 di Mauro Marabini

Riflessioni su Monaco Monte-Carlo. E’ un luogo per solo ricchi? La risposta è no, vi sono è vero molti ricchi e qualche super ricco, ma la quasi totalità dei residenti appartiene a quello che viene definito ceto medio produttivo e vi sono tanti salariati.

Una cosa da tener presente e che sempre non viene puntualizzata dai soliti disinformati che si occupano di Monaco, è che questo è sì un luogo di grande reputazione turistica e mondana, ma soprattutto un luogo dove si lavora.

Pensateci: 37 000 residenti, in poco più di due chilometri quadrati, 50 000 salariati; si avete letto bene 50 000 posti di lavoro, circa 5000 imprese.
Tutta questa gente ha bisogno di spazio per lavorare, per abitare, per vivere, per divertirsi. Quindi le case ed uffici sono costosi, ma in linea con i costi in altri luoghi pregiati nel mondo, non così belli e prestigiosi. Abbiamo detto 5000 imprese. Grandi, piccole e piccolissime e filiali di multinazionali. Da aziende ad alto contenuto tecnologico al minuto artigianato, con fornai, fruttaroli, pasticcieri, cioccolatai, sartine, muratori, imbianchini, meccanici e bancarellai.
A Monaco praticamente non c’è disoccupazione e vi sono tante opportunità per trovare impieghi qualificati e per avviare o acquisire attività imprenditoriali. Gli stipendi sono più elevati che in Italia e in Francia, non si pagano imposte - a meno di non essere di nazionalità francese -, ma sono dovuti i contributi sociali, che garantiranno adeguate e sicure pensioni. Il Principato è uno stato sociale a livelli ultra scandinavi, qualcuno dice che i monegaschi sono fin troppo viziati.

Non si pensi pertanto che Monaco sia come Las Vegas, cioè la città del gioco; tutti i settori economici sono rappresentati tranne naturalmente l’agricoltura, anche se la cura dei giardini è molto diffusa. Ci sono 600 giardinieri. L’industria del gioco da tempo non costituisce più la risorsa principale dello Stato, ma solo il 4% delle entrate fiscali. Detto per inciso, le entrate fiscali sono di circa un miliardo di euro per anno, le spese sono più o meno equivalenti, lo Stato monegasco trae i suoi proventi dall’IVA, dalle transizioni immobiliari e dai profitti delle aziende pubbliche. Monaco quindi accoglie ricchi signori in pensione, investitori che da li’ sorvegliano i loro affari in tutta sicurezza, un po’ di gente di spettacolo e un vasto pubblico mondano e brillante.

E poi c’è una Corte, con tutto quello che gira attorno, ma questo non è che una cornice. La cornice è anche nobilitata da una vasta attività culturale promossa e sostenuta dal principe e dalle principesse. E le Banche danno una mano con sponsorizzazioni e contributi. La cornice è anche un insieme unico di locali e ristoranti ai massimi livelli. A Monaco vi è sempre qualcosa da fare, da vedere. E’ un paese accessibile a chi ci voglia andare. Basta essere benestanti oppure trovarvi una occupazione e vivere così in santa pace, in buona compagnia e al sicuro, in un luogo privilegiato sul mare, in un clima meraviglioso, fra Italia e Francia, fuori dalla Unione europea.
Detto in massima sintesi, per avere la residenza Monaco si deve:
- Risiederci, effettivamente, in casa propria o in affitto
- avere un lavoro
- oppure dimostrare di vivere di propri mezzi
- avere un conto corrente in una banca monegasca
- avere fedina penale pulita.

Altra domanda: e gli italiani?

Gli italiani sono 7 000 circa, il 20% dei residenti, oltre a circa 3000 frontalieri. Chi sono, che fanno?
I più naturalmente lavorano: imprenditori, piccoli, grandi, piccolissimi e medi. Possiedono ristoranti, bar, caffè e negozi, si trovano in società di intermediazione, in agenzie immobiliari. Sono broker di alto livello e assicuratori. Grandi costruttori di immobili, si puo’ dire senza tema di smentita che sono loro che hanno costruito, nel tempo ed ora, Monte-Carlo; banchieri e bancari, quadri a tutti i livelli nel settore alberghiero e nel commercio.

Ci sono Italiani che sono venuti tanti anni fa, che hanno fatto fortuna nel mondo, che vogliono ritornare vicini all’Italia, ma che si sono installati a Monaco invece che nel loro paese di origine per evitare l’inferno fiscale della Repubblica Italiana. Attori e gente dello spettacolo, sportivi. Pensionati e vedove benestanti, ma anche coppie con bambini, che frequentano le buone scuole del Principato.
A diciotto anni il diplomato italiano nelle scuole del principato parla tre lingue (francese, italiano, inglese e conosce pure il monegasco). Tutta gente che merita rispetto, tiene alto il nome dell’Italia, gode di buona reputazione, sono motore e linfa del Principato. Non sono evasori, ma residenti stabili. Gli evasori sono quelli che hanno finte residenze e simulano la loro presenza, ma questi non sappiamo chi sono, li scoprono qualche volta in Italia, non si vedono in giro. Oggi comunque è molto difficile fare i furbetti. Anche se qualcuno ancora c’è.

Italiani si vedono dappertutto, frequentatori abituali dei loro ristoranti e caffè; sono numerosi, guarda caso, in Boulevard d’Italie e la vita ruota attorno all’Ambasciata, molto presente, attiva, vicina ai connazionali; fanno vita culturale: quando si presentano libri in italiano si fa il pieno in sala. La nostra lingua aleggia dappertutto dai nonni ai nipotini.

Esiste una intensa attività associativa e l’ambasciata di solito promuove, partecipa e coordina. Vi sono il Comites (Comitato italiani all’estero), la Dante Alighieri, gli Imprenditori italiani di Monaco, Radio Monte Carlo italiana, e perfino l’Accademia Italiana delle Cucina.

Una cosa molto importante: pur essendo numerosi e compatti gli italiani non stanno in un ghetto, vivono allegramente mischiati con gli altri grazie al clima cosmopolita di questo luogo e sono ben rappresentati ovunque nelle vari associazioni, siano esse benefiche, culturali o imprenditoriali. Un romano, naturalizzato Monegasco, ha fatto parte del Governo, come ministro dell’economia.

Mauro Marabini
Editore & libraio a Monte-Carlo nonché direttore del periodico trimestrale «L’Editoriale» in italiano per gli italiani di Monaco, distribuito gratuitamente nel Principato.

AGGIORNAMENTO 2015:

Gli italiani e il Principato di Monaco:miti e realtà di una storia ignorata, di Mauro Marabini

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NOTA DELLA REDAZIONE DI ALTRITALIANI

30.10.2015 - Da ora in poi pubblicheremo solo i commenti a questo articolo d’informazione sulla comunità italiana a Monaco.
Non è un forum per la ricerca di un lavoro nel Principato di Monaco ne uno spazio dedicato a richieste personali di aiuto. Grazie della comprensione. Chi vuole contattare l’autore dell’articolo lo puo’ tuttavia fare tramite la sua pagina d’autore sul sito.


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