Altritaliani
Altritaliani a Venezia 71

Venezia 71: Salvatores e De Matteo ci raccontano l’Italia di oggi.

mercoledì 3 settembre 2014 di Andrea Curcione, Massimo Rosin

Due film italiani molto attesi Italy in a day di Salvatores che raccoglie e monta le immagini di migliaia d’italiani che raccontano le luci e le ombre del nostro paese e I nostri ragazzi di Ivano De Matteo presentato nelle giornate degli autori a margine il turco Sivas in concorso.

" ITALY IN A DAY" di Gabriele Salvatores

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Non è un’idea originale questa di Salvatores (nel 2011 Ridley Scott per la prima volta la portò sullo schermo e quel lavoro si intitolava "The day in the world"),. Il suo merito è stato quello di chiedere il contributo a tutti quegli italiani che lo desideravano e che ci hanno permesso di capire il nostro mondo molto di più di quanto non pensassimo di sapere.

Anzitutto perché dalle immagine complessive ne esce un’Italia che ora sta boccheggiando, ma che è anche un paese dove le risorse, le energie, non mancano. Il lavoro del regista selezionato tutto il materiale che gli è arrivato, (45.000 video) ci mostra trasversalmente gli italiani a 360 gradi in tutte, o quasi, le loro migliaia di mini storie dove hanno cercato di dire la loro opinione sulla vita, attraverso la propria personale esperienza dove, i frammenti inseriti, ci hanno mostrato uno specchio fedelissimo su ciò che ci attende, su quello che non si può avere, sui sogni, sull’amore, sulle malattie, sulla vita che nasce, sulla vecchiaia.

Scene incredibili e inaspettate ( alcune vengono anche dallo spazio dove un astronauta italiano, cui non è pervenuto il nome dell’operazione spaziale per cui lavorava ci descrive la sua vita da laggiù) oppure un medico italiano che lavora in terre martoriate dalla guerra ci ha raccontato della sua gioia per aver salvato un bambino cardiopatico assieme ad un suo assistente, gli unici a credere che il massaggio cardiaco prolungato, dopo l’operazione, l’avrebbe salvato.

E’ pressoché impossibile ricordare tutti i personaggi raccolti in questo meraviglioso collage, dove ognuno mette in campo un frammento sincero della sua vita, ma lo scopo, a mio avviso, era quello di stabilire un contatto con il microcosmo di ognuno di loro. Si rivedrà, ne sono sicuro, forse anche in televisione.

Da Venezia Massimo Rosin

I NOSTRI RAGAZZI (THE DINNER) di Ivano De Matteo (Italia, 92’, v.o. italiano s/t inglese)
con Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova

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Per le Giornate degli Autori ecco un film che fa riflettere. “I nostri ragazzi” con la regia di Ivano De Matteo che, da attore di cinema in film e note serie tv italiane, è passato dietro la macchina da presa nel 2005 con il film “Codice a sbarre” e poi nel 2012 con l’interessante “Gli equilibristi”. Liberamente ispirato al romanzo di successo “La cena” dello scrittore Herman Koch (Ed. Neri Pozza) De Matteo trasporta a Roma la vicenda che vede protagonisti due fratelli, molto diversi fra loro per carattere e stili di vita: c’è Paolo (Luigi Lo Cascio) un chirurgo pediatrico, molto umano e legato a sua moglie Clara (Giovanna Mezzogiorno) e a suo figlio Michele (Jacopo Olmo Antinori) studente di liceo. E poi c’è Massimo (Alessandro Gassmann), importante avvocato, molto benestante, che vive con la sua compagna Sofia (Barbara Bobulova) e ai suoi due figli, in particolare a Benedetta “Benny” (Rosabell Laurenti Sellars) avuta da un precedente matrimonio.

I due cugini, Benny e Michele frequentano, oltre allo stesso liceo, anche gli stessi amici. Un giorno le due famiglie verranno sconvolte da una bravata commessa dai rispettivi figli.

Di ritorno di notte da una festa, i due giovani provocheranno la morte di una barbona dopo essersi accaniti su di lei con calci e pugni. La scena verrà però ripresa da alcune telecamere di sicurezza che saranno poi messe in onda in una puntata della trasmissione “Chi l’ha visto” per cercare qualche testimone del fatto. Sarà Clara a riconoscere suo figlio dagli abiti indossati (e di conseguenza anche sua nipote) ma farà di tutto per discolpare il ragazzo davanti al marito.

Ciò aprirà un drammatico confronto fra le due famiglie, durante una cena in un ristorante “chic”. Le due coppie avranno pensieri divergenti sul modo di risolvere questa tragica situazione, prima che qualcuno si presenti alla polizia. “I nostri ragazzi” è un film che colpisce per la realtà del comportamento di alcuni genitori di oggi e sull’incomprensione dei propri figli.

Mondi a parte che raramente dialogano e si confrontano, e che tendono a isolarsi nei loro interessi. Fino a quando il dramma non li tocca da vicino. Ivano De Matteo lavora sulle caratteristiche dei personaggi, sulle loro vite, sulle loro convinzioni, sul loro modo di comportarsi nel lavoro e in famiglia. Ottimi tutti gli interpreti, che si sentono effettivamente coinvolti in una storia che potrebbe accadere in qualsiasi famiglia. Assolutamente da vedere.

SIVAS di Kaan Müjdeci (Turchia, Germania, 97’, v.o. turco s/t inglese/italiano)
con Dogan Izci, Ezgi Ergin, Hasan Özdemir, Furkan Uyar

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Opera prima del regista turco Kaan Müjdeci, questo film in concorso a Venezia.71 “Sivas” prende il nome da un cane di grossa taglia che, in un villaggio della zona rurale della Turchia, viene abbandonato ferito dopo aver preso parte a un combattimento con un altro cane. Un ragazzino, Aslan (il piccolo espressivo Dogan Izci) dopo aver assistito allo scontro, convince il padre a portare a casa l’animale per curarlo per poi, una volta guarito, impiegarlo ancora per altri combattimenti proibiti dalla legge. Ma la famiglia deciderà di vendere il cane per intascare un po’ di denaro; ma troverà il rifiuto del bambino.

Allora il padre permetterà al piccolo di tenere il cane, pur di farlo combattere per guadagnare con le scommesse e così far aumentare il valore dell’animale grazie alle sue vittorie. Il film di Müjdeci non ha molto valore stilistico. Gli attori sembrano presi dalla realtà, come anche i bambini della scuola dove studia il ragazzino. La storia lo segue dapprima nelle sue fughe da scuola perché il maestro non ha assegnato a lui la parte del principe nella recita scolastica della favola di Biancaneve e i sette nani.

Poi il suo incontro con il cane e le sue cure per l’animale, che verrà esibito davanti agli altri suoi amichetti. Infine i veri e propri combattimenti illegali tra cani, abbastanza realistici e violenti, con tanto di spettatori, proprietari di altri cani e scommettitori, con gli animali che si azzannano alla gola fino a provocarsi profonde ferite.

Per il resto la pellicola non ha altre peculiarità se non quello di essere infarcito di numerose parolacce (dette anche dal ragazzino) oltre che da una pessima sottotitolazione, e di mostrare il mondo pastorale arretrato di una parte della Turchia dove il tempo sembra si sia fermato al secolo precedente.

Da Venezia Andrea Curcione

Nel logo dell’articolo il regista Gabriele Salvatores


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