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Venasca: I borghi, i profumi e i sapori del fondovalle piemontese.

domenica 3 agosto 2014 di Fabrizio Botta

Venasca la trovi quando imbocchi la stupenda Valle Varaita, quando i fianchi delle montagne si avvicinano e in inverno il sole è visibile solo per qualche ora. Questo piccolo paesino, come molti altri in questa zona del Piemonte, conserva una urbanistica molto particolare, come un pianeta (il centro storico) attorno al quale gravitano, a differenti altezze e coordinate, tanti piccoli satelliti (borgate).

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Chiesa di S. Maria dell’Assunta

La popolazione di queste borgate, storicamente numerosa e giovanile, è drasticamente diminuita negli ultimi decenni, con una forte emigrazione verso il centro di Venasca, che lentamente ha assunto una forma meno concentrica e piu’ filiforme per accogliere questi concittadini.

Sito di interesse storico e culturale le cui origini preromane si confondono con quelle del Marchesato di Saluzzo, l’orgoglio dei Venaschesi ha piu’ volte illuminato la vallata in periodi storici molto bui, come per esempio nell’ormai lontano 1944. Durante la guerra di Liberazione, Venasca fu oggetto di violentissimi saccheggi, rastrellamenti e crude rappresaglie da parte di truppe naziste, che provocarono la morte di alcuni abitanti e l’incendio di numerosi edifici.

La tenacia dei suoi abitanti, inclini al sacrificio e alle asprezze che questa terra offre, permise di reagire agli orrori della guerra e di ricostuire un florido dopoguerra. Gli anni 50 e 60 videro la rinascita del paese, ancora una volta Porta di Valle per le attività agricole e industriali. Da segnalare lo storico e fulgido mercato delle Castagne, uno dei piu’ grandi in Italia, che ha cambiato pelle negli anni ma ha mantenuto intatto il gusto per il commercio e per gli scambi dei nostri conterranei. Oltre all’agricoltura, Venasca presenta una intensa attività nella lavorazione del legno, con maestri artigiani conosciuti a livello regionale.

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Venasca

Ma per i vacanzieri stagionali e gli amanti della cucina piemontese, Venasca conserva nella sua indole qualche perla nemmeno troppo nascosta, sinonimo di tradizione e fedeltà : il pane ed i salumi. Il gustoso pane di Venasca, cotto in forni a legna, da accompagnare, magari, a una bella fetta di salame prodotto dai salumifici della zona, è sicuramente uno dei punti di riferimento del turista che transita in questa Valle.

Ma Venasca non è solo tappa golosa di un itinerario affascinante: è anche sito di interesse storico e culturale le cui origini preromane si confondono con quelle del Marchesato di Saluzzo. La cultura, popolare e moderna, ha radici solide in questo piccolo centro della Valle Varaita. Una delle piu’ belle realtà musicali italiane la ritroviamo proprio a Venasca, dove si può visitare il primo parco tematico italiano dedicato interamente al suono e alla musica. I partecipanti si trovano immersi in un percorso accattivante ed unico che permette di comprendere la genesi dei suoni e dei rumori.

Anche l’architettura ha il suo piccolo angolo di vanto, soprattutto grazie alla splendida Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta del XVIII, uno degli esempi più noti di barocco piemontese, dove l’occhio di un attento visitatore sarà saziato da maestosi affreschi incorniciati da ricchi marmi policromi. Il suggestivo quadro nel quale questa chiesa è l’elemento dominante, comprende anche una graziosa piazzetta, sulla quale si affaccia un bel palazzo signorile quattrocentesco rimaneggiato successivamente.

Di interesse è anche la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, che fu sede della confraternita del Gonfalone, nonchè le numerose cappelle sparse sul territorio comunale, come la cappella di Sant’Antonio, quella di Sant’Anna e quella di San Firmino. La storia riaffiora seicentesca Cappella di San Carlo, eretta dopo la grande peste del 1630.

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Purtroppo, la bella tradizione e l’avvincente storia di questo grazioso Paese, riflettono un presente opaco, nel quale l’emigrazione la fa da padrona e il centro si svuota lentemente, a causa della chiusura di attività o di trasferimenti di centri di produzione. Negli ultimi decenni la popolazione è quasi dimezzata rispetto all’inizio del XX secolo, è purtroppo una popolazione sempre piu’ anziana e meno giovane: il mio triste presagio è che questo paesino diventerà una zona dormitorio per gente che vivrà la maggior parte della loro giornata nelle maggiori cittadine del fondovalle.

Fabrizio Botta

Parlami della tua città. No, non vogliamo un trattato storico, politico, né una ricerca sociologica. Parlami del tuo paesello, della tua metropoli, ma parlamene con il cuore. Sul filo dell’emozione, con le lacrime agli occhi o ridendo di gusto. Raccontami un’emozione, un aneddoto, un luogo di quel luogo, cosi che insieme agli altri ci possiamo rappresentare una Italia che c’era, che forse c’è e magari ci sarà. Per tutta l’estate su ALTRITALIANI.NET, L’Italia raccontata, a questo link, il racconto dei paesi e delle città d’Italia. Un itinerario sentimentale ed emozionante dei nostri luoghi alla ricerca della loro anima.

Potete partecipare tutti, inviando aneddoti, emozioni, sensazioni, storie che ci aiutino a capire lo spirito del nostro “ricco” Belpaese. Naturalmente, se volete, inviate anche foto, disegni per arricchire i vostri contributi. Per tutta l’estate.... poi si vedrà. Il titolo della rubrica è “.... per Noi” come “Genova per Noi” di Paolo Conte. Contatto: ✉redazione@altritaliani.net


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