Altritaliani
IL PUNTO DI NORA

Diabolicamente con nuovi Angeli

venerdì 24 luglio 2009 di Eleonora Puntillo

Un titolo sull’istituzione delle “ronde”, un altro sul perché l’uomo ha bisogno di credere negli angeli: singolare compresenza sulla prima pagina del quotidiano italiano, secondo per numero di lettori.

Da una parte della pagina l’annuncio del governo che gli “angeli custodi” in carne e ossa saranno in gruppi non più di tre, senza armi, e indosseranno una casacca gialla, dall’altra la dotta disquisizione sull’umano bisogno di protezione e conforto (non solo spirituale), che in termini editoriali si traduce nella presenza di ben 431mila titoli di saggi e libri vari sul tema angelico.

Gli ultimi registrati sulle stampe sono quello nuovissimo della filosofa francese Catherine Chalier (Università di Nanterre) intitolato “Angeli e uomini”, e quello vecchio ma sempre attuale del suo conterraneo del secolo scorso Anatole France, “La Révolte des Anges” ferocemente polemico con Dio e le sue menzogne (scritto mentre stupidi e religiosissimi nazionalismi preparavano l’inutile strage della prima guerra europea) ristampato in Italia con la prefazione del giovane scrittore che ha meglio descritto la umana presente angosciosa sanguinosa diabolicità metropolitana, quella della camorra, ossia Roberto Saviano.

Non tornano dunque i tempi in cui solennissimi teologi discutevano all’infinito del sesso degli angeli e se essi potessero danzare sulla punta di uno spillo, ma arriva qualcosa di peggio, almeno sul piano della civile convivenza sul territorio italiano. È da un pezzo che (non solo in Italia) non ci sono angeli di nessun genere che proteggano i bambini rom, la mamme nere che allattano e muoiono sulle barche provenienti dall’Africa, le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi, i ragazzi dell’est che muoiono asfissiati nei camion provenienti dalla Grecia, i giovani venuti da deserti di sabbia e di acqua sperando solo di poter vivere.

E anche i nuovi “angeli del focolare”, ossia seicentomila fra badanti per anziani e collaboratrici domestiche, vengono degradati a diabolici insidiatori della purezza italica con l’introduzione del reato di clandestinità, ovvero una colpa non compiuta dall’individuo, ma l’essere stesso individuo. Seicentomila fra vecchi e famiglie con bambini da accudire rischiano di diventare complici di reato, e d’essere denunciati oltre che di perdere l’aiuto indispensabile a tirare avanti la vita vecchia e la famiglia nuova. Seguirà, per analogie, il divenire reato l’avere capelli rossi o essere alti meno di 1, 70…? Nel centro della civile Europa si cominciò più o meno così, negli Anni Trenta.

La maggiori preoccupazioni (oltre che dall’area politica di sinistra e progressista, che però mai ha voluto/saputo gestire in termini moderni non ideologici il problema della sicurezza) vengono proprio dalle forze di polizia. La rivista “Polizia e Democrazia” (che due decenni fa guidò la battaglia per la nascita del sindacato) ha documentato – in un articolo-saggio di Lorenzo Baldarelli – come siano state fallimentari analoghe esperienze americane. In Arizona il governo vietò l’assunzione di immigrati pensando di ridurre il tasso di disoccupazione, che invece l’anno dopo (2008) aumentò, e una parte consistente di cittadini (l’8%) lasciò lo Stato dopo che le loro attività erano andate in crisi: si scoprì che gli immigrati erano anche consumatori oltre che lavoratori, e perfino datori di lavoro e imprenditori. Nel giro di tre anni l’economia dell’Arizona ha perduto decine di miliardi di dollari. Stessa situazione in un piccolo centro del New Jersey – citato ad esempio proprio dal New York Times – dove una legge puniva chiunque assumesse o anche fittasse una casa a immigrati clandestini, proprio come adesso s’è stabilito di fare in Italia. Se ne andarono a migliaia, e con loro dovettero andarsene americanissimi parrucchieri ristoratori commercianti artigiani rimasti d’un colpo senza clienti.

Rischiose sotto molti aspetti, dicono ancora nella Polizia di Stato, le misure cosiddette di sicurezza e soprattutto le ronde all’italiana. Non più di tre? Ma i gruppetti potranno semplicemente distanziarsi, e divenire il triplo…! E la Polizia sarà costretta non solo a controllare strade, porti, aeroporti, pubbliche manifestazioni, uffici e obiettivi sensibili, etc. ma anche queste figure anomale di “collaboratori” , volenterosi e volontari in teoria, rischiosi nella realtà.

E poi proclamare colpevoli di reato milioni di clandestini significa anche molto altro: non andranno in ospedale, il che significa contagio in caso di malattie infettive; verranno ricattati dalla malavita (“se non vai a rubare , spacciare, ammazzare, ti denuncio”); verranno ricattati dai datori di lavoro (“metà salario, prendere o finire in galera”); diventeranno manodopera sottopagata (e per questo preferita) che moltiplica la disoccupazione.

Nell’anno 2008 in cui la destra ha vinto le elezioni facendo leva sulla paura e sul bisogno di sicurezza, in Italia i furti risultano diminuiti del 39,72%, le rapine del 28,8% , l’usura del 10%, la ricettazione del 31,6% e perfino i reati di violenza sessuale sono scesi dell’8% , peraltro con la conferma che la maggior parte (70%) avviene nelle mura domestiche, e solo nel 6,7% dei casi la violenza viene da estranei. Non era meglio assumere e pagare bene poliziotti carabinieri etc? A maggio gli agenti del Reparto Mobile hanno dovuto scioperare per ottenere il pagamento del lavoro straordinario di cinque mesi.

Eleonora PUNTILLO

BIOGRAFIA

Eleonora Puntillo, napoletana del 1938, laureata in Filosofia nel 1960 (ma ha dimenticato di ritirare la pergamena), giornalista dal 1961, fino al 1979 ha scritto su L’Unità, fino all’89 su Paese Sera, poi su La Repubblica; dal ’90 al ’92 ha diretto la cronaca del Roma. Collabora attualmente con il Corriere del Mezzogiorno (inserto meridionale del Corriere della Sera). Ama lo sport: calcio (giocato, non tanto guardato) bicicletta, strummolo e sottomuro, odia chi ha reso impossibile nella città il gioco, il cammino, il respiro. Ama praticare la Patafisica Quotidiana (la Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie); l’utilità della sua proposta di rendere obbligatorio il casco per i pedoni è stata confermata dalle statistiche: 9mila pedoni l’anno falciati sulle pubbliche vie e pure sui marciapiedi.

Per le sue campagne di stampa contro gli scempi edilizi, venne chiamata negli anni ’70 a far parte del Direttivo INU-Campania (Istituto Nazionale di Urbanistica).

Suscitarono spontanea collaborazione i messaggi da lei creati in occasione delle drastiche limitazioni alla circolazione veicolare nel 1982, favorendo il pieno successo di tali iniziative, quando tutti ritenevano impossibile convincere di cose ragionevoli i napoletani, come invece accadde mediante la comunicazione convincente di proposte ragionevoli.

Con l’operazione “Viva il Verde” da lei organizzata con Paese Sera dal 1980 al 1984, oltre cinquemila furono gli alberi piantati e ”adottati” dai bambini nel quartiere Scampia. Ha ricevuto un “Premio Senigallia Cronista dell’anno 1985” per gli articoli sul bradisismo a Pozzuoli e sulla pianificazione post-sisma a Napoli.

Nel settembre 1988 ha organizzato la prima (e per lungo tempo, l’unica) festa di piazza per un libro (“La danza degli Ardenti” di Jean Noel Schifano, edito da Tullio Pironti) ottenendo la pedonalizzazione spontanea di Piazza Dante soltanto mediante messaggi capillarmente diffusi nella città.

Ha pubblicato: "Felice Ippolito, una vita per l’atomo" – Edizioni Sintesi, 1987; "Grotte e caverne di Napoli", tascabili Newton Compton 1994 (quattro ristampe); "Diario 1799, reportage dalla rivoluzione giacobina", Tullio Pironti editore, 1999; "Le catastrofi innaturali, storia delle voragini di Napoli", Tullio Pironti editore, 2001.


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