Altritaliani

La disuguaglianza e gli irrinunciabili principi francesi.

domenica 1 giugno 2014 di Carmelina Sicari

La globalizzazione è un fenomeno che ha creato nuove e terribili disuguaglianze che sembrano echeggiare in alcune profetiche visioni letterarie e filosofiche.

Il tema della disuguaglianza costituisce ora uno dei motivi di dibattito intenso in Francia, meno in Italia. Si potrebbe pensare che è ovvio sia cosi , dato che la Francia è la madre dei tre fondamentali diritti di ogni Democrazia: libertà, fraternità, uguaglianza.

Sennonché tutti e tre i principi in qualche misura sono entrati in crisi oggi e non solo in Francia o in Europa, bensi in tutto il mondo.
Per via della globalizzazione si dice, per via dell’imperio del denaro e della finanza. Sta di fatto che mentre i tre principi di Anna Arendt, la grande filosofa della modernità, ad analizzarli presiedono ad ogni cambiamento, sono, ad esempio, i principi a cui si attengono i padri costituenti americani, per essi non si puo’ dire che oggi siano più attuati che nel passato.

Fin dal 1914, Simmel denunciava, ne “La filosofia del denaro”, la deriva umana che ne era conseguenza, la perdita dell’idea di cio’ che è prossimo, l’allucinazione del lontano, la perdita soprattutto dei fini, la conquista del denaro come unico fine rendeva schiavi gli uomini.

Occorre, proclamava Don Chisciotte, di fronte ai galeotti in catene che si era lanciato a liberare, che nessun uomo sia in catene. Schiavi della necessità, del bisogno, di falsi fini. Ecce homo, gridava a sua volta Nietzsche. Ma negli anni 30, Ortega y Gasser presagiva l’avvento di un’immane tragedia, la Guerra ne era un indizio.

La massa era divenuta visibile. Era sparita la diversità. L’uguaglianza intesa come omologazione, come ripetizione era dominante e si manifestava come tradimento dei principi della rivoluzione francese.

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Dominata la disuguaglianza abissale, il culto del denaro ha prodotto una casta di sacerdoti crudeli, insensibili; come fare a tornare al primo detto, alla rivoluzione francese senza i philosophes?

E’ troppo facile dire che ci vuole una nuova scolastica, una nuova filosofia e nuovo sviluppo. Troppo semplice affermare che il Medioevo è prossimo venturo, come profetizza qualche sociologo.
Il difficile cammino dell’umanità continua illuminato sempre da queste tre parole.

Carmelina Sicari


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