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TV francese

Su France 2 Apocalypse: La Prima Guerra mondiale. Inesattezze e lacune storiche rispetto all’Italia.

mercoledì 19 marzo 2014 di Alberto Toscano

La suggestiva rielaborazione a colori della Grande Guerra proposta da France Télévisions in occasione del Centenario se favorisce lo spettacolo danneggia la ricostuzione storica. Diversi svarioni dimostrano che l’idea di spettacolarizzare la storia per renderla appetibile al grosso pubblico non dovrebbe coincidere con un pressapochismo che è a danno dei fatti. Vai al replay delle trasmissioni!

Replay delle trasmissioni qui:
http://apocalypse.france2.fr/premiere-guerre-mondiale/fr/home

Preceduto da una gran campagna pubblicitaria sulle onde delle radio e delle tivù pubbliche francesi, sono andate in onda ieri sera, 18 marzo, su France 2, le due prime puntate del documentario a colori “Apocalypse, la Première Guerre mondiale”. Mi limito a qualche considerazione su inesattezze e lacune relative all’ingresso dell’Italia nel conflitto.


- Le considerazioni sull’Italia vengono accompagnate dalle note dell’Inno di Mameli, che però allora (pur essendo uno dei più noti inni patriottici) non era affatto l’inno nazionale italiano, cosa che sembrano invece accreditare gli autori del documentario. L’inno nazionale italiano era in quel momento la « Marcia reale », dalle parole invero assai poco esaltanti, come nel caso delle celebri e orribili parole : « Viva il Re! Viva il Re! Viva il Re!
/ Le trombe liete squillano ! /
Viva il Re! Viva il Re! Viva il Re!
/ Con esse i canti echeggiano ! ».


- Cosa ben più grave, gli autori del documentario limitano alle città di Trento e Trieste l’accordo dell’Italia con Francia, Gran Bretagna e Russia, sulla cui base Roma entrò in guerra nel maggio 1915. Tale accordo, raggiunto alla fine dell’aprile 1915 e noto come Patto di Londra, avrebbe dovuto rimanere segreto (anche se lo fu solo un paio d’anni). Il punto è che i franco-britannici favorirono l’ingresso dell’Italia in guerra, facendo promesse che poi non mantennero (a causa dell’opposizione americana).
E’ troppo facile affermare che l’Italia ebbe la promessa di Trento e Trieste. In effetti essa fu adescata con la garanzia che in caso di vittoria avrebbe ottenuto anche una parte significativa della costa orientale dell’Adriatico, più altri possedimenti nel Mediterraneo. Questo problema fu poi alla base di quei discorsi sulla «vittoria mutilata», che favorirono in seguito l’affermazione del fascismo. Dunque il comportamento franco-britannico contribuì a nefasti sviluppi storici.


- E’ un po’ comodo rifare la storia sorvolando allegramente sulle responsabilità francesi. Questo vale anche per la spinta che venne da Parigi, attraverso sovvenzioni e canali riservati, per favorire l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. E’ verosimile credere che la svolta di Benito Mussolini da socialista pacifista a socialista interventista, nel suo rolo di direttore del quotidiano del partito «L’Avanti», nel 1914, sia stata favorita (anche finanziariamente) da fondi segreti francesi. Certo Mussolini ebbe cospicui finanziamenti nel fondare nel novembre 1914, dopo essersi dovuto dimettere dalla direzione dell’ «Avanti !», il suo nuovo quotidiano «Il Popolo d’Italia», sotto la cui testata volle indicare le parole «quotidiano socialista», trasformatesi poi in «quotidiano dei combattenti e dei produttori».


- Constato infine lo scarsissimo rilievo che il documentario ha assegnato alla presenza italiana nella Prima Guerra mondiale, trattata davvero come fosse un dettaglio, mentre oltre 600 mila italiani persero la vita in quel conflitto. Molti francesi (compresi tanti che si considerano colti) sanno ben poco di ciò che la Prima Guerra mondiale ha rappresentato per l’Italia, entrata in quel conflitto anche sulla base delle pressioni straniere e di promesse fatte un po’ troppo alla leggera.

Alberto Toscano

*****

Apocalypse, la Première Guerre mondiale Les deux premiers épisodes, Furie et Peur. France 2, mardi 18 mars à 20 h 45. Pièce maîtresse de la programmation de France Télévisions pour le centenaire de 14-18, Apocalypse s’appuie sur 500 heures d’images d’archives.
Le prossime puntate del documentario, Enfer, Rage et Délivrance, andranno in onda il 25 marzo e il 1° aprile.

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