Altritaliani

Torino Film Festival 2013: I primi film in concorso.

lunedì 25 novembre 2013 di Enrica Crosetto

Sotto la direzione di Paolo Virzi è iniziato Sabato 23 novembre il 31° Festival del cinema di Torino che con quello di Roma e la Mostra di Venezia, è senz’altro l’appuntamento più importante del cinema in Italia. Appuntamento tradizionale ormai nel periodo di Novembre con il cinema d’autore e sempre attento a rivelare nuovi registi italiani e stranieri.

I primi film in concorso da segnalare sono:

“Le Démantèlement” di Sebastien Pilote alle prese con la sua seconda opera a due anni da “Le vendeur” che aveva vinto il premio Cipputi al Torino Film Festival del 2011. Il regista canadese racconta la storia di Gaby, un 63enne che manda avanti la sua bella fattoria con le pecore e i paesaggi che sembrano dei dipinti. Ma si sente solo. La moglie se ne è andata con un altro uomo da 20 anni, le figlie abitano in città e non vanno a trovarlo quindi coglie la palla al balzo quando la figlia più grande gli dice che ha bisogno di soldi perché si sta separando dal marito e Gaby prende in considerazione l’idea di vendere tutto e cambiare vita. Bellissima la fotografia e anche il ritmo e i dialoghi che lasciano intendere il non detto. Il film peraltro è di fresca uscita in Francia.

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“Blue ruin” è l’opera seconda del direttore della fotografia Jeremy Saulnier (USA). Il noir inizia nel Maryland dove Dwight Evans dorme nella sua vecchia auto come un homeless, si lava nei bagni delle case vuote e mangia i resti degli hamburger buttati nei cassonetti. Poi il ritmo cambia quando un agente di polizia (che è interpretata da una donna di colore molto amorevole) viene a dargli la notizia che l’assassino dei suoi genitori sta per uscire dalla galera. Il ritmo diventa sempre più asciutto e serrato e il protagonista parte per la Virginia e cerca di procurarsi un’arma per uccidere l’assassino. Da qui in avanti per mettere in scena un’irrazionale vendetta le cose si complicano e coinvolgono numerosi membri delle due famiglie antagoniste. Il regista riesce a creare un’atmosfera di tensione e di paura da far tremare il pubblico.

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Domenica si è visto il rilassante : “The stag”, un film irlandese di John Butler che fa parte della nuova sezione Festa Mobile / Europop. E’ la storia di cinque amici poco sportivi che si mettono in marcia nei boschi per passare un addio al celibato originale con il fratello della sposa, soprannominato “The Machine”, un energumeno grande, grosso, incolto e allenato alla vita selvaggia. La commedia è già stata distribuita a Toronto e uscirà in Irlanda per il St. Patrick’s Day. Anche a Torino come a Toronto il pubblico rideva ogni due minuti. Una vera “machine” comica.

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Lunedì 25 novembre è il momento di : “Red family” di Ju-Hyoung Lee che racconta una storia ambientata nella Corea del Sud dove una famiglia finta (in realtà sono dei militari della Corea del Nord travestiti da borghesi che sono in missione per compiere omicidi feroci) si incontra con una famiglia vera, piena di problemi. Nel film c’è un crescendo di situazioni piene di sentimento e di tenerezza che si intrecciano con una realtà assurda di uno strappo insanabile tra il Nord e il Sud del paese. La commedia politica è prodotta da Kim Ki-duck e, come dice il giovane regista coreano: “nonostante la ferocia di certe situazioni si può trovare lo spazio per l’ironia e la speranza”.

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Un po’ d’Italia con : “La mafia uccide solo d’estate” di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. E’ la storia della vita di Arturo che nasce a Palermo in mezzo a drammatiche stragi mafiose. Arturo da piccolo ha un solo mito: Giulio Andreotti, il Presidente del Consiglio. Crescendo apre gli occhi e vuole fare il giornalista. Un giornalista vero gli dice che è importante che le fonti dalle quali si parte siano vere e lì capisce che Andreotti non lo è. Esordio cinematografico di Pif molto conosciuto in Italia perché arriva dalla televisione (Le iene) e con questo film ha tanta voglia di dire a modo suo qualcosa sulla sua città. Trapela il desiderio di non rimanere fermi davanti ai morti ammazzati per mafia ed è un messaggio rivolto a tutti di difendere le nostre città perché anche qui al Nord può succedere ed è già successo quello che è accaduto al Sud Italia.

Enrica Crosetto


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