Altritaliani

Festival del cinema di Roma: Lombardi tra Leone e Tarantino, e tanti giovani bravi.

sabato 16 novembre 2013 di Catello Masullo

Il festival offre la sorpresa della vittoria del docu-film TIR, opera italo-croata con la regia di Alberto Fasulo. Ma nelle ultime serate anche la sorpresa di Guido Lombardi che con TAKE FIVE fa uno "spaghetti gangster" tra Sergio Leone e Tarantino. Tra teatro e documentario l’opera di Elisabetta Sgarbi e poi la storia d’amore FUORISTRADA di Elisa Amoruso.

Take Five, di Guido Lombardi

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Sorprendente opera seconda di Guido Lombardi, dopo il fulminante esordio con Là-bas. Un film scritto dallo stesso regista a 4 mani con Gaetano Di Vaio, che è anche produttore e co-protagonista del film. Un film scritto e plasmato sui 5 attori. Perfetti nei rispettivi ruoli. Con il valore aggiunto, per la credibilità della operazione e della storia, che tre dei 5 hanno importanti precedenti penali. Uno “spaghetti gangster” che ibrida i generi. Che omaggia i western di Leone ed i noir di Tarantino. Ma che non sfigura neanche al confronto con maestri del genere come Johnnie To (senza anticipare nulla , guardate con attenzione la scena finale, è da antologia). Ma un altro personaggio si impone sulla scena. Le musiche. Curate da Giordano Corapi (fratello de regista Emiliano, di recente esordio con il notevole “Sulla Strada di Casa”). Con arie liriche che commentano la rapina al caveau della banca. Ottoni alla Ennio Morricone dei western per la scena nella galleria di Napoli, jazz, chitarre elettriche impazzite per lo “sciomèn” e così via.
Curiosità : “Take Five” è un brano di jazz classico del ’59 del Dave Brubeck Quartet, che si ascolta a commentare la scena in cui Salvatore Striano nel film si prende una pausa per fumare una sigaretta, un tempo, per l’appunto, di 5 minuti.
Italia, 2013, 100’ Cast Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, Salvatore Ruocco, Carmine Paternoster, Gaetano Di Vaio, Antonio Pennarella, Antonio Buonomo, Gianfranco Gallo, Esther Elisha

Racconti d’amore, di Elisabetta Sgarbi

Elisabetta Sgarbi firma un’altra prova cinematografica originale e non banale. Articolata in 4 capitoli, con il filo rosso dei racconti sul periodo bellico. Di impostazione teatrale. E con approccio documentaristico. Sempre accurata la ricerca visiva, come per le sue precedenti opere cinematografiche. Con atmosfere rarefatte. Una ricerca di ombre scolpite, di bui squarciati da lampi di luce. A volte però questa ricerca appare sconfinare in un’algida calligrafia. Che è nemica del coinvolgimento. E rischia quindi di diventare ostile e punitiva per lo spettatore.
Italia, 2013, 75’ Cast Michela Cescon, Andrea Renzi, Ivana Pantaleo, Laura Morante, Sabrina Colle, Tony Laudadio, Anna Oliviero, Toni Servillo, Elena Radonicich, Rosalinda Celentano, Anna Oliviero, Maurizio Giberti

Tir, di Alberto Fasulo

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Alberto Fasulo si era fatto già apprezzare per il suo precedente film documentario “Rumore Bianco”. Porta ora al Festival di Roma, questa sua seconda fatica, “Tir”. Cinque anni di lavorazione, di cui 4 di riprese. Un signor attore, Branko Završan, totalmente dedicato al progetto. Che per l’occasione ha conseguito la speciale patente per guidatori di Tir e si è fatto assumere dalla grande compagnia di trasporti sui quali Tir il film è stato girato. Il film è molto rigoroso. Ci porta dentro la cabina di guida di uno di questi bestioni che girano le strade di tutta Europa per la consegna delle merci più varie e ci fa scoprire la vita quotidiana di un autista. Si tratta di cinema nel reale. Ma tutto è messo in scena. Con cura meticolosa. Con il solo regista/direttore della fotografia, a filmare. Nessuna musica aggiunta. Nessun effetto particolare. Per non suggerire o forzare le emozioni dello spettatore. Così ha dichiarato il regista. Ma se per mantenere questo rigore formale ti perdi per strada l’attenzione dello spettatore, stai fallendo il tuo compito. Il maggior nemico di un film è la noia. E questo film non riesce a sconfiggerlo
Italia, Croazia, 2013, 85’ Cast Branko Završan, Lučka Počkja, Marijan Šestak

Fuoristrada, di Elisa Amoruso

Il segreto del successo di questo film sono i tre protagonisti : la coppia composta da Beatrice (ex Pino) Della Pelle e Marianna Dadiloveanu ed il figlio Daniele Acciobanidei. Personaggi strepitosi. Soprattutto Beatrice, meccanico d’auto a campione di rally. Che tiene la scena come un attore consumato. Bravissima la regista Elisa Amoruso ad aver rinunciato a qualsiasi guizzo registico e di messa in scena. E che ha privilegiato la bella storia d’amore, e, soprattutto le emozioni che suscita. L’unico modo per superare i pregiudizi su una unione non convenzionale.
Italia, 2013, 66’ Con Giuseppe Della Pelle, Marianna Dadiloveanu, Daniele Acciobanidei

Catello Masullo


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