Altritaliani

Ma gli uomini cambiano?

sabato 12 ottobre 2013 di Veleno

“Chi nasce tondo non muore quadrato” (antico detto napoletano).

A volte guardando le persone per strada o nei treni metropolitani si ha occasione di imparare e riflettere su un sacco di cose. Giorni fa, in metropolitana, ho assistito ad un dialogo tra donne, in scena l’amato tema: “Gli uomini non cambiano mai!” Un récit sempre “appassionante” anche perché basta restare seduti, se non è ora di punta, e sbirciare con discrezione la piece teatrale.

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“No Cara, Lui non cambierà mai è fatto cosi”. “Si Cara, hai proprio ragione, io m’illudo, lui dice che cambierà, ma poi....siamo sempre punto e a capo”. “Lo so Cara (sono sempre care le donne che si parlano n.d.r.), ma anche tu...perché vuoi cambiarlo, tu l’hai “preso” cosi, l’hai amato e lo ami perché è cosi”. “No Cara, in questo ti sbagli, all’inizio sembrava un altro....si vede che fingeva, non so proprio come fare...”

E cosi via dicendo fino a quando si arriva alla fermata dove scendere con il dubbio che la conversazione continui su questo consueto canovaccio fino alla fine del loro viaggio.

Ma insomma questi benedetti uomini cambiano o no?

Tra tutti i luoghi comuni che reggono la banalità dei nostri tempi, credo che questo sia il più fallace.

Ma certo che gli uomini cambiano ed anche le donne!

Se cosi non fosse la società resterebbe immutabile come fece notare Max Weber e prima di lui un razionalista come Auguste Comte, è proprio l’evoluzione del pensiero e poi della pratica, o viceversa, che porta all’evoluzione della società. Gli uomini cambiano il consesso sociale, anche perché cambiano nella loro individualità. Del resto posso testimoniare di persone che da giovani erano ottimisti e vivaci e nella maturità sono diventate tristi e razionali, in altri casi adolescenti esistenzialisti e tormentati sono diventati frivoli ed allegroni. Ho incontrato nel corso della mia vita giovani indifferenti ad ogni gelosia che poi nell’età matura si tormentavano in quel fuoco.

Troppo spesso dietro la denuncia sull’immutabilità degli uomini e delle donne si nasconde qualcosa d’altro, ovvero il desiderio che gli uomini e le donne siano a nostra immagine e somiglianza o almeno adattabili alle nostre esigenze esistenziali. “Ti credevo diverso, mi sono sbagliata. Tu non eri cosi”. Una frase come questa prevede un cambiamento ma peggiorativo, perché non corrispondente alle attese previste.

Una frase cosi cela il desiderio perverso di avere qualcuno che risponda alle nostre difficoltà interiori, alle nostre fragilità esistenziali che spesso ci pesano come macigni. Una frase come questa cela il perverso desiderio di manipolare le persone di renderle addomesticate succubi delle nostre esigenze di dominio, di piccolo potere almeno familiare o di gruppo sociale.

E’ vero le persone cambiano a volte per esperienza di vita, per esigenze esistenziali dirompenti, a volte per aiuto di un psicologo. Si cambia per migliorare, per vivere meglio con se stessi, perché (ecco un luogo comune, veramente felice) se si sta bene con se stessi, si sta bene con il mondo.

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Ma tornando alle signore in questione, per inciso di mezza età, ma potevano anche essere delle ragazzine o delle dame stagionate, la cosa non sarebbe diversa, e sia chiaro lo stesso vale per noi signori uomini, il punto è che non si puo’ cambiare per amore o per compiacere un superiore al lavoro, o per fare contenti i professori a scuola; l’esercizio del cambiamento è pur sempre un percorso faticoso, spesso doloroso quanto necessario se si vuole sentirsi bene con la propria storia e il proprio tempo.

Anche l’amore aiuta a cambiare, purché questo cambiamento sia voluto e cercato dall’interessato/a. Chi ama, a mio modestissimo avviso, dovrebbe amare per scelta direi quasi chimica, senza se e senza ma. Senza giudicare e ovviamente condannare. In amore vale la regola del prendere o lasciare. Ma senza essere cosi definitivi si potrebbe, a volte, essere complici o forse condividere o semplicemente comprendere nel senso etimologico della parola.

Veleno


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