Altritaliani

Erri De Luca fuori dai denti.

Intervista esclusiva allo scrittore a Parigi per il turismo solidale in Abruzzo.
venerdì 26 giugno 2009 di Nicola Guarino

Fuori programma, oggi il 22 Giugno, con Erri De Luca in occasione della sua Conferenza stampa all’Istituto di Cultura Italiana a Parigi per promuovere il turismo nella martoriata regione Abruzzo. Intervista esclusiva allo scrittore, tra i più amati in Francia. L’Abruzzo, la moralità della politica italiana, gli intellettuali e il loro ruolo, l’amore e odio per Napoli…insomma un Erri De Luca che parla fuori dai denti.

Clicca qui per leggere il reportage completo dell’evento

Salone dell’Istituto Italiano a Parigi, tra il pubblico, discreta e gentile, la padrona di casa la direttrice Rossana Rummo. La conferenza stampa è appena finita, condotta da una delle organizzatrici, Patrizia Molteni della rivista “Focus In”. Ha cantato Josephine Lazzarino con la sua stupenda e magica voce, canti evocativi delle terre d’Abruzzo. Si è letto un emozionante brano di Erri De Luca in versione francese ed italiana che pubblicheremo tra poco, un brano che ancora una volta testimonia il suo amore per la montagna e per quelle terre. Tutti battono le mani, salutano lo scrittore, amatissimo qui a Parigi. Riusciamo a strapparlo ai suoi ammiratori, ha poco tempo e può regalarcelo per una breve intervista esclusiva, in cui non parliamo solo di Abruzzo. Il resto dell’Abruzzo e tutto il reportage completo dell’evento lo troverete nei prossimi giorni sul nostro sito.

NG. Erri De Luca, allora… lei è qui per parlare e promuovere l’Abruzzo, comprendiamo i motivi di solidarietà che l’hanno spinta… ma, ha anche un particolare legame con questa regione che ha subito questo tragico terremoto?

EDL. Ma… noi meridionali siamo collegati, abbiamo un collegamento naturale e la regione Abruzzo, in particolare, L’Aquila, è stata la seconda città del meridione. E’ una città opposta alla mia Napoli, che è una città di mare, viceversa L’Aquila è piantata tra i monti, sull’Appennino, una catena di montagne che costituisce una spina dorsale dell’Italia attraversandola da nord a sud e che divide l’Italia in est e ovest. Diversamente che a Napoli, a L’Aquila la storia si è, nel tempo, mescolata con discrezione alla geografia, non come a Napoli, città di mare esposta alle invasioni. Chi ci ha voluto…ci ha preso. L’Abruzzo con le sue difese naturale si è preso il meglio della storia, evitando tante visite sgradite. Ha quindi anche questa nobiltà di “geografia” che noi popolo di mare non abbiamo. Diciamo che Napoli è più puttana (sorride).

NG. La ricostruzione nei dopo-terremoti nel sud Italia è sempre più problematica rispetto al nord. In Friuli dopo cinque anni la ricostruzione era completata. Ora, dopo tante promesse del capo del governo, già si addensano nubi di pessimismo sui tempi necessari a riportare la normalità nelle zone devastate dal sisma. Perché nel sud è così difficile ricostruire?

EDL. Riportare le città ad essere come una volta è praticamente impossibile. Dopo un terremoto quello che conta è ridare un tetto a chi l’ha perso. Le ricostruzioni precise e rifinite appartengono ad un altro momento…non è quello che è importante. L’Abruzzo, avendo subito un terremoto circoscritto come area, potrebbe permettere, in tempi utili, prima dell’inverno di fare riavere alla popolazione un’abitazione, questa volta potrebbe essere possibile (dice convinto), dato che il terremoto ha avuto “la cortesia” di presentarsi in Primavera, dando così tempo alle autorità d’intervenire per tempo. Ricordo che altri terremoti come quello del Novembre del 1980 in Campania, avvenne, appunto in Novembre, colpendo così le popolazioni in pieno inverno. Oggi si può fare qualcosa di meglio.

NG. E’ inevitabile che debba uscire dall’argomento per cui è qui a Parigi, ma certamente molti francesi ed italiani si domandano dei recenti scandali che hanno interessato il premier Silvio Berlusconi. A venticinque anni dalla morte di Enrico Berlinguer, che da leader del Partito Comunista Italiano, fece della “questione morale” la bandiera della sua politica, Lei ritiene che gli intellettuali, la società civile stiano reagendo a tanta decadenza oppure si sta consumando tutto ciò in una indifferenza totale dell’opinione pubblica?

EDL. Gli intellettuali da noi contano poco, magari in Francia hanno un valore, un peso specifico maggiore. Da noi spesso un intellettuale non lo dice di esserlo, non lo riconosce nemmeno a se stesso, si vergogna di pronunciare questa parola, quasi che essere intellettuale fosse una offesa, temendo che ove si dichiarasse tale, vi sarebbe una “pernacchia” di sottolineatura. La poca voce di uno che ha diritto di pubblico, per i suoi scritti, per i suoi pensieri, non ha nessuna efficacia, sulla coscienza del nostro paese. La realtà è che l’Italia non ha perso tanto il senso civile, ma il senso della coesione, vi è una disgregazione di quel contatto che attraversa le generazioni e le famiglie. Vi è una disintegrazione del tessuto civile del nostro paese, è avvenuta…e sta avvenendo ancora…

NG. Che cosa si potrebbe fare ?

EDL. Fare (scandisce)…. mah…. ad una persona giovane dico : vattene ! vattene fuori, cercati un’attività ! A chi vuole rimanere posso solo dire… cerca di comportarti bene con il tuo prossimo, non quello lontanissimo e remoto, ma quello che proprio è accanto a te. Direi, cerca di comportarti bene proprio con quelli che sono all’ultimo posto, i più sgangherati, che so oggetto di vergogna, di disprezzo, di razzismo.

NG. Mi sembra che lei abbia dei sentimenti alterni, rispetto alla sua città d’origine : Napoli. Un rapporto di odio e amore…ecco, rispetto a Napoli quale è oggi il suo sentimento prevalente?

EDL. Ma, Napoli fa parte dell’Italia, in questo non è ne meglio, ne peggio. Oggi è una città che si è uniformata, che è stata assorbita dentro il corpo sociale dell’Italia. Quando sono nato era una città del sud, oggi è una città del nord, di quelle che ricevono ondate emigratorie che utilizzano come mano d’opera così come le utilizzano le fabbrichette del Veneto. Napoli non ha più nessuna specificità rispetto al resto d’Italia.

NG. Si può dire che in qualche modo ha perso la sua anima?

EDL. Napoli continua ad avere una sua inesorabile indifferenza verso i poteri politici. E’ una città anarchica, che vuole concedere ai poteri politici solo l’organizzazione delle festività. Ogni tanto ha bisogno di un re che gli organizzi le feste, ma per il resto non ammette, non riconosce, non ama un’autorità superiore. Civile… statale. Non ha caso oggi l’unica autorità riconosciuta a Napoli è l’attuale Cardinale Sepe.

NG. Grazie Erri De Luca.

ED. Grazie a voi.

Nicola Guarino


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