Altritaliani

Venezia 70: Cinema e gastronomia in laguna.

sabato 7 settembre 2013 di Massimo Rosin

Va a chiudere il festival. Per la conclusione la briosa commedia spagnola “Tre bodas de mas”. Un film allegro e convincente. Uno scacciacrisi utile di questi tempi. Concludiamo poi con un po’ di gastronomia veneziana che ben si coniuga con il cinema.

Alle Giornate degli Autori. Alla Sala Darsena è stato proiettato " Tres bodas de mas" del giovane regista Javier Ruiz Caldera ed è tornato il divertimento, come non accadeva da giorni. La protagonista è Ruth una giovane che lavora in un centro di ricerche, dove si conducono studi sulle aragoste. Lei, bella ma inconcludente, gli bastano alcuni drink per ubriacarsi, perchè l’alcool non sa tenerlo. Ha avuto diversi fidanzati, tutti diversi per caratteri ed estrazioni, ma tutti ancora innamorati di lei, tanto che, a turno, pensano di invitarla al loro matrimonio e questo accade nel giro di pochissimo tempo.

Ha una madre che, nonostante l’età, si sente ancora focosa ed ha relazioni con giovani provenienti da agenzie per incontri di cui lei è cliente fissa. Il clima del film è incalzante non ci sono pause, tutto si svolge nell’atmosfera di meravigliosi rinfreschi matrimoniali , dove si balla su terrazze meravigliose. I coktail sono coloratissimi e ci si diverte al ritmo di lambade sfrenate. Ma Ruth vede svanire il suo sogno di poter essere anche lei un giorno la principessa di tutto questo, fino a quando...

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Film frizzante, brioso, forse il più divertente visto qui alla mostra. Ruiz Caldera ha preso a piene mani le atmosfere e gli umorismi di Almodovar e Kusturica, e ci ha offerto uno spettacolo che scorre nelle sue storie paradossali, esaltandosi nelle sue trovate geniali che strappano risate continue.

Curioso che da un paese in crisi com’è la Spagna di oggi, escano film così sorprendenti. E’ proprio vero, però, che quando sei nella crisi più forte non ti rimangono molte soluzioni e, al pianto, questa volta gli spagnoli hanno preferito il riso, antidoto efficace per molti mali. Speriamo di rivederlo presto nelle sale.

E adesso.... un po’ di gastronomia!

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Per molti le occasioni di festival come questo veneziano sono anche occasioni...gastronomiche. Poco o nulla vi ho descritto di questo, ma ne sento parlare in giro, tra le fila o dentro gli ascensori, del piacere che hanno avuto certuni nell’aver assaggiato questo o quel piatto, fatto nel ristorantino "...sai quello che sta qua vicino, non mi ricordo il nome, è quello che ha una tenda bombata di fuori color beige. Si chiama... come si chiama? Ah al 161... si un po’ dentro alla strada che porta a Malamocco (località in cui ci si arriva anche a piedi) ho mangiato Fegato alla Veneziana con la polenta perchè così mi ha consigliato il titolare del ristorante".

Piatto un po’ pesante non certo adatto a chi poi si proietta nelle sale e rischia un abbioccco pesante.

Altri invece, hanno scoperto che lo spritz è l’aperitivo veneziano per antonomasia. Ma in quasi tutti i bar viene contrabbandato per tale, perchè pochi di loro hanno l’acqua di seltz, elemento indispensabile per ottenere le giuste armonie di gusto e di colore.

Vi chiederete perchè vi ho introdotto a questi argomenti? non lo so. Sarà perchè stamattina arrivando qui mi è tornato alla mente Marco Ferreri con la sua "La grande abbuffata". Li, nel film, di cibo ce n’erauna quantità incredibile e si finiva pure per morire tanto se ne mangiava...Chissà cosa avrebbe detto oggi il provocatore Ferreri, vedendo questi film, così “sparagnini” in tutto, oppure Sordi che davanti al famoso piatto di maccheroni, abiurava ai suoi miti americani...

Per adesso è tutto. Stasera le premiazioni.

Da Venezia

Massimo Rosin


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