Altritaliani

Novant’anni tra cinema e teatro. Auguri maestro Zeffirelli!

martedì 12 febbraio 2013 di Armando Lostaglio

Compie novant’anni oggi Franco Zeffirelli. Nato a Firenze il 12 febbraio del 1923, il maestro ha avuto una infanzia alquanto travagliata, dovuta al mancato riconoscimento da parte del padre ed alla prematura scomparsa della madre. Carenze queste che furono riequilibrate dall’affetto e dall’esempio ricevuti dal grande intellettuale Giorgio La Pira, suo istitutore ai tempi del collegio nel convento di San Marco a Firenze.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Firenze, esordì come scenografo nel secondo dopoguerra, curando una messa in scena di Troilo e Cressida diretta da Luchino Visconti. Fu proprio il sommo regista milanese a segnare artisticamente e non solo la brillante carriera di Zeffirelli.

Affettivamente legati, Zeffirelli compì (insieme a Francesco Rosi) le prime esperienze nel cinema come aiuto regista dello stesso Visconti in capolavori come La terra trema e in Senso. Da Visconti ha ereditato il culto per l’estetica, per un’eleganza espressiva come elementi distintivi. Negli anni cinquanta esordì come regista sia in teatro che al cinema.

Sul grande schermo debuttò con Camping (1957), una commedia di ambiente giovanile. Verso la fine degli anni sessanta si impose all’attenzione internazionale in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968). Nel 1966 realizzò un documentario sull’alluvione di Firenze intitolato Per Firenze. Con Richard Burton quale commovente voce narrante.
Una apertura a divi di altissimo spessore è stata anche la cifra rappresentativa di un maestro che si è sempre misurato con l’universo cinematografico di più ampio respiro.

Nel 1971 diresse Fratello sole, Sorella luna, una poetica celebrazione della vita di Francesco d’Assisi: ad interpretare il Santo è un trasognante Graham Faulkner (doppiato da Giannini), su sceneggiatura scritta insieme a Lina Wertmuller e Suso Cecchi D’Amico.

E’ la fede al centro delle sue opere fra le più memorabili, curate specie nelle ricostruzioni di ambiente. Nel dicembre del 1974 Zeffirelli cura la regia televisiva in mondovisione della cerimonia di apertura dell’Anno Santo, e nel 1977 gira il kolossal (per la TV) Gesù di Nazareth con un cast stellare: da Robert Powell (Gesù) a Maria Hussein (Maria) a Peter Ustinov, Claudia Cardinale, Valentina Cortese. Il film avrà un successo ineguagliabile anche negli Stati Uniti.

Insieme al cinema, come per il suo maestro Visconti, sarà anche la regia teatrale a mettere in luce le grandi doti di Zeffirelli. Nel gennaio del 1976 torna a collaborare col Teatro alla Scala di Milano, allestendo ancora una volta la sua celebre Aida, diretta da Thomas Schippers e con Montserrat Caballè e Carlo Bergonzi come protagonisti. Fra le ultime grandi opere cinematografiche, va ricordato l’ autobiografico “Un thè con Mussolini” con una strepitosa Judi Dench.

Una immensa carriera, quella di Zeffirelli, con decine di successi mondiali e progetti tutt’ora in campo. Un maestro di eleganza nella cura di ogni particolare, un cineasta di smisurato talento, non senza rare cadute di stile (evitabili apparizioni in televisione specie in programmi di calcio), al di là delle ostentate convinzioni di destra.

Auguri maestro Zeffirelli, il suo cinema rimane immenso.

Armando Lostaglio


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