Altritaliani
Dal 7 al 17 febbraio. Al via il 63esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino

Berlinale 2013: I film in gara. Italia quasi assente. Tornatore, ma non in concorso.

mercoledì 6 febbraio 2013 di Cassandra

L’annuncio dei film che saranno in concorso alla 63° edizione del Festival di Cinema di Berlino ha lasciato il nostro paese con la bocca asciutta. Un solo film italiano, “La migliore offerta” di Tornatore, che sarà presentato ma non in concorso. Per fortuna che c’è Vito Palmieri, che è stato scelto con il suo corto “Matilde” a rappresentare l’Italia nella sezione “Generation” e la coppia Massimo D’Anolfi e Martina Parenti che presenterà il documentario Materia oscura nella sezione “Forum”.
Iniziamo questo viaggio verso la Berlinale che avrà inizio il 7 febbraio fino al 17.

Il Festival di Berlino, che l’anno scorso premiò Cesare deve morire dei Fratelli Taviani, andrà in scena dal 7 al 17 febbraio 2013 e scorrendo la lista dei film in gara questa 63esima edizione si presenta come una delle più interessanti degli ultimi anni.
Ci eravamo lasciati con l’Orso d’oro, a mio parere più che meritato, ai Fratelli Taviani e ci ritroviamo in questa edizione 2013 davanti ad un Festival, incontro tra oriente e occidente che si tinge di rosa.

Incominciando dalla giuria tutta al femminile : la regista e sceneggiatrice danese premio Oscar Susanne Bier (In un mondo migliore), la direttrice della fotografia statunitense Ellen Kuras, la regista iraniana Shirin Neshat (Leone d’Argento a Venezia con Donne senza uomini) e la regista e produttrice greca Athina Rachel Tsangari presiedute dal regista cinese Wong Kar-wai.

19 i film in gara. Tutti gli italiani fuori dal concorso.

Tra i più attesi troviamo: Promised Land di Gus Van Sant e Side Effects di Steven Soderbergh e tra gli italiani illustri La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, presente fuori concorso nella sezione Berlinale Special.
Riuscirà Tornatore a consolarci ?

La sezione PANORAMA dedicata al cinema indipendente comprende 31 lungometraggi provenienti da 23 paesi del mondo, tra cui Turchia, Indonesia, India, Taiwan e Costa d’Avorio. Tra i film aggiunti alla selezione troviamo la co-produzione tedesco-olandese It’s all so Quiet di Nanouk Leopold, che inaugurerà la sezione insieme al preannunciato Don Jon’s Addiction, esordio alla regia dell’attore Joseph Gordon-Levitt. Tra le pellicole più attese troviamo l’anteprima mondiale del nuovo lavoro di Bruno Barreto Flores Raras, interpretato da Miranda Otto, e del francese Mes séances de lutte di Jacques Doillon, che vede protagonista la bella Sara Forestier.

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Nella sezione KULINARISCHES KINO, dedicata a cinema e ambiente troviamo Mussels in Love (Cozze in amore): un documentario che rivela la vita delle cozze olandesi nella loro intimità girato da Willemiek Kluijfhout. Nella stessa sezione dedicata ad un cinema decisamente “culinario” troviamo anche la casa di produzione italiana Slow Food con due lavori: Couscous Island di Francesco Amato e Stefano Scarafia e Slow food story di Stefano Sardo. Il primo narra la storia delle donne dell’isola di Fadiouth in Senegal, che producono il couscous di miglio, il piatto tradizionale; il secondo racconta, invece, la nascita del movimento Slow Food attraverso la biografia del suo fondatore e presidente, Carlo Petrini e l’impatto che ha avuto nel mondo della gastronomia e nella cultura di oggi. La loro proiezione è in programma per il 12 febbraio.

In gara in PANORAMA DOKUMENTE , una produzione italo-iraniana: Fifi Howls from Happiness di Mitra Farahan. Il documentario cattura gli ultimi due mesi di vita di Bahman Mohassess, pittore e scultore nato a Rasht sul mar Caspio. Partito dall’Iran nel 1954, Mohassess si trasferì a Roma, dove studiò all’Accademia delle Belle Arti. Dividendosi negli anni tra l’Italia e l’Iran.

Nella sezione FORUM del Festival troviamo un documentario italiano Materia Oscura del duo artistico D’Anolfi-Parenti. Dopo Il Castello, dove la macchina da presa mostrava senza compromessi l’area aeroportuale di Malpensa interrogandosi sul sottile equilibrio tra controllori e controllati, con Materia Oscura i registi esplorano un altro non-luogo. Lo spazio del film è il Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, regione della Sardegna compresa tra le province di Cagliari e Nuoro, dove, per oltre cinquanta anni, i governi di tutto il mondo hanno testato "armi nuove" e dove il governo italiano ha fatto brillare i vecchi arsenali militari compromettendo inesorabilmente il territorio.

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Sempre nella stessa sezione tanto cinema greco: la natura selvaggia come spazio morale di Fynbos, la crisi sociale ed economica di The Daughter, il tempo dei lupi di Echelot e To the Wolf. Il primo, esordio alla regia di Harry Patramanis, thriller psicologico ambientato nel Sudafrica contemporaneo il cui titolo si riferisce a un particolare tipo di vegetazione del posto. The Daughter frutto della new wave greca coproduzione italiana, diretto da Thanos Anastopoulos : una storia di formazione con protagonista una quattordicenne che si trova a vivere il fallimento morale e finanziario di un’intera nazione. Echelot, diretto da Athanasios Karanikolas, centrato sulle interazioni sociali di un gruppo di amici ritiratisi in una casa di campagna dopo il suicidio di uno di loro, e To the Wolf, di Aran Hughese Christina Koutsospyrou, docufiction che racconta di un piccolo e remoto villaggio greco, i cui abitanti lottano per sopravvivere alla miseria, in condizioni meteorologiche avverse.

Nel concorso cortometraggi c’è il documentario When I Was a Boy, I Was a Girl della regista serba Ivana Todorović su un travestito a Belgrado.
Dando un’occhiata anche alla sezione GENERATION 14PLUS un’attenzione particolare la dedico al film di apertura Jîn di Reha Erdem (Turchia). Storia della diciassettenne che come un animale in fuga, trascorre giorni e notti da sola tra le montagne e le foreste. Desidera raggiungere la grande città e vivere una vita che non ha mai conosciuto. Ha scelto di ribellarsi a povertà e guerra per imparare a leggere, amare e ridere.
Infine merita di essere ricordato l’omaggio speciale alla carriera del documentarista Claude Lanzmann con una retrospettiva completa dei suoi lavori e la consegna di un Orso d’oro.

Non ci resta che organizzare une belle escapade a Berlino per riuscire a trovare, tra i film in concorso e non, quello che riesce a catturare la nostra attenzione. La Berlinale è da sempre una competizione coraggiosa che accende i riflettori soprattutto sul cinema del sud-est dell’Europa che non sempre trova i canali giusti per uscire dai propri confini nazionali o addirittura per essere prodotto e che racconta lo spaccato della storia di ieri e di oggi.

Per questo, nonostante la crisi, grazie Berlino !

Cassandra


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