Altritaliani

Elezioni 2013: Sotto il segno dello zodiaco.

sabato 26 gennaio 2013 di Alberto Toscano

Dietro al populismo c’è la rassegnazione degli italiani delusi. Il “Porcellum” sembra rendere difficile l’obiettivo della governabilità. Ad un mese dal voto i pronostici sono per una competizione elettorale molto più partecipata del previsto.

Mario Monti, che inizialmente esitava di fronte all’ipotesi di lanciarsi in politica, sta facendo una campagna elettorale professorale e bocconiana. Una campagna forse poco adatta al feeling del popolo italiano, che avrà pure i suoi difetti, ma che – fino a prova contraria – resta titolare esclusivo del diritto di voto nel Belpaese.

Il professore della Bocconi si è scelto un guru americano, la cui conoscenza dell’Italia sarebbe stata aumentata dall’aver assistito tanto tempo fa al Palio di Siena. Souvenir opaco adesso che il panforte resta sul gozzo della politica e dintorni. Il professore è stato eccellente quando si trattava di riportare a galla la « Nave Italia », impantanata e semiaffondata da capitan Schettino.

Un anno e mezzo fa, il nome « Italia » suscitava ilarità all’estero. Sentivano il tuo accento e ti rispondevano « Bunga bunga ! ». Diamo a Monti quel che è di Monti : non c’è paragone tra il rispetto di cui l’Italia godeva nel mondo del 2011 e quello di cui gode nel mondo del 2013.

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Ero un ragazzino quando, nel 1960, Renato Carosone – il re dello swing alla pommarola – annunciò in tv il suo ritiro dalle scene proprio nel momento in cui la sua popolarità era al massimo. Disse di voler lasciare di sé quell’immagine di successo. Altri non si sono ritirati e hanno lasciato alla storia un’immagine ben peggiore di quella che avrebbero meritato. Staremo a vedere. Pardon, Wait and see, come direbbe il furbissimo guru americano, prestato da Obama al professore della Bocconi.

La partecipazione alle urne sarà alta. Con situazioni persino bizzare di sensibilità civica. Per esempio in Sicilia, dove nel giro di pochi mesi l’afflusso alle urne potrebbe crescere in modo impressionante tra le regionali e le politiche. Per il nostro popolo (che tanto amiamo e che tanto ci fa talvolta incavolare) la politica è importante. Fondamentale. Come l’aria, come la musica, come lo spettacolo. Il problema è che, nei momenti più drammatici della nostra storia, la politica rischia di trasformarsi in spettacolo a base d’aria fritta. La viviamo tutti quanti come un melodramma senza accorgerci che alla fine saremo noi a pagare il biglietto.

E’ proprio un caso che in quest’Italia, delusa dai politici, tanta gente prenda sul serio un attore comico ? Anche se per Grillo le urne fossero meno generose dei sondaggi, il fenomeno della sua popolarità merità una riflessione. Com’é possibile che tanti italiani prendano sul serio discorsi così evidentemente populisti ? In realtà a noi italiani i populismi piacciono. Illudono e fanno sognare. Un modo come un altro per sfuggire alla realtà quando si sta perdendo la speranza di trasformarla. I populismi sembrano dare speranza ; in realtà rivelano rassegnazione.

Le due grandi coalizioni, quella PD-Sel e quella PDL-Lega, sono veramente e completamente alternative l’una all’altra solo alla Camera dei deputati. Lì il « Porcellum » attribuisce la maggioranza assoluta anche in caso di maggioranza relativa. E’ l’ultima interpretazione della « teoria della relatività » (ma evitiamo per favore il miscuglio tra Calderoli e Enstein : Caldereinstein potrebbe essere peggio di Frankenstein).

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Al Senato è difficile che emerga una maggioranza chiara, in grado di consentire all’Italia un governo stabile. Non solo è difficile, ma è difficilissimo. Prima di tutto c’è, per il Senato, il calcolo del premio di maggioranza su base regionale, che rende difficile la conquista della metà dei seggi.

Ma quand’anche una delle due grandi coalizioni superasse questo livello, la maggioranza sarebbe probabilmente risicata, circostanza che darebbe un forte potere di condizionamento alle ali più eccentriche (diciamo così) della coalizione : Vendola da una parte e la Lega dall’altra. Dunque – in un primo tempo in caso di assenza di maggioranza al Senato e in un secondo tempo nell’ipotesi in cui questa maggioranza venga ottenuta – è probabile che il vincitore del 25 febbraio debba cercare un alleato al centro.

La partita politica includerà poi l’esito delle elezioni regionali lombardo-laziali e il bisogno di riempire la più prestigiosa casella istituzionale : la presidenza della Repubblica, il cui titolare verrà scelto in primavera dal prossimo Parlamento. Wait and see.

Per fortuna il leader della coalizione vincente [1], costretto a cercate equilibri tanto delicati, avrà come segno zodiacale la bilancia, essendo nato un 29 settembre.

Alberto Toscano

P.S.

Alberto TOSCANO è giornalista e scrittore italiano a Parigi dal 1986, collaboratore di diversi media italiani e francesi. Ex presidente della Associazione della Stampa estera in Francia, è attualmente presidente del Club della stampa europea di Parigi. Il suo ultimo libro: «Ces gaffeurs qui nous gouvernent», Fayard, 2011.

[1n.d.r.Pier Luigi Bersani


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