Altritaliani

Un libro a Natale

domenica 16 dicembre 2012 di Natale Fioretto

Un libro a Natale è sempre un regalo gradito. Consigli di lettura del poeta e linguista Natale Fioretto per questi tempi di festa.
Anche se in Italia le statistiche dicono che si legge sempre meno anche a causa della crisi, vi proponiamo una cernita di opere fresche di uscita, interessanti da leggere e che in molti casi, troveremo presto anche nelle librerie all’estero.

Nonostante il progressivo e, fin qui, inarrestabile, affermarsi delle tre “r” (rinunciare, risparmiare, rinviare), è lecito augurarsi che nel corso delle ormai prossime festività natalizie la lettura possa rivestire un ruolo di primo piano come attività piacevole di svago e approfondimento. Leggere, a mio modesto parere, può assumere, tanto più oggi, lo spessore di un atto di consapevolezza sociale e di resistenza. Vero è che l’editoria italiana poco fa per rendere appetibile il frutto dell’opera di autori che ostinatamente – e per fortuna – continuano a produrre gemme, sentimenti e visioni. Il mercato nazionale, ridotto rispetto a quello nordeuropeo, ha la tendenza ad appiattirsi su prodotti di facile presa, in primis, sugli ormai immancabili libri di cucina che, come una colata di lava patinata, tutto pervade e sommerge. Dal panorama dell’editoria ho staccato alcuni libri che, in un certo qual modo, considero esemplari.

Per contiguità non posso esimermi dal citare il recentissimo libricino di Erri De Luca La doppia vita dei numeri (Feltrinelli 2012) incentrato sulla riscoperta delle “radici partenopee” dell’autore. Come ci ha abituato da anni, De Luca realizza un libro molto contenuto, scritto nello stile sobrio, asciutto e vagamente snob che lo contraddistingue. Questa volta ai personaggi in carne e ossa, che si muovono su di un palcoscenico di teatro, si aggiungono due fantasmi che, in un caleidoscopio di emozioni fungono da catalizzatore per la riscoperta della propria umanità. Va detto subito che, sebbene la qualità della scrittura sia come al solito notevolissima, questo libro risulta sotto tono rispetto alle pubblicazioni precedenti dello scrittore napoletano.

Cambiando fronte, Giacomo Verri, autore di Partigiano Inverno (Nutrimenti, 2012) finalista al premio Calvino 2011, propone una sorprendente rilettura della Resistenza affidando alla scrittura, densa e preziosa, la ricostruzione di un’epoca storica che ancora ci interroga costringendoci a operare delle scelte.

Incentrato sul tema della paternità è un romanzo, a mio avviso, di sconvolgente bellezza Il senso dell’elefante di Marco Missiroli (Guanda, 2012). Finalista al premio Campiello 2012, questo romanzo dalle risonanze classicheggianti analizza il rapporto padre-figlio vissuto come alleanza prima ancora che comprensione. Cosa siamo disposti a fare per il bene, o quello che riteniamo tale, dei nostri cari?

Non recentissime, ma di grande piacevolezza sono quelle che potremmo definire le storie dell’avvocato Guerrieri, personaggio creato dall’estro di Gianrico Carofiglio. L’autore, con un linguaggio che viene definito “prosa americana”, presenta il personaggio Guerrieri dagli inizi della carriera di avvocato fino alla completa affermazione professionale passando, però, attraverso fallimenti affettivi e interrogativi che non sempre ricevono risposte.
Ad occhi chiusi (Sellerio, 2003), Testimone inconsapevole (Sellerio 2004), Ragionevoli dubbi (Sellerio, 2006) e Le perfezioni provvisorie (Sellerio, 2010) sono opere che affascineranno anche chi non sente attrazione per il genere poliziesco.
Personalmente consiglierei gli audiolibri dei romanzi citati. La lettura di Carofiglio, il gradevole accento barese, l’ironia aggraziano una prosa naturalmente avvincente. Tra l’altro le edizioni Emons hanno realizzato un cofanetto audio contenete le quattro opere dal titolo, appunto, Tutte le storie dell’avvocato Guerrieri citate. Sulla lingua di Carofiglio si è molto discusso e lo stesso autore ne farà motivo di riflessione ne La manomissione delle parole (BUR, 2011) in cui analizza il linguaggio, sì, come atto comunicativo, ma anche e direi soprattutto, come strumento e depositario di cultura.

A tal proposito credo sia imprescindibile la lettura del brevissimo saggio di Gustavo Zagrebelskij, Sulla lingua del tempo presente (Einaudi, 2010) in cui si dà rappresentazione, a partire dall’analisi del linguaggio, della comunicazione nel ventennio berlusconiano e alle influenze che questo periodo ha esercitato sul modo di esprimersi – e di pensare – degli italiani.

trovato personalmente spiazzante Le difettose di Eleonora Mazzoni (Einaudi, 2012) nota come attrice al pubblico cinematografico e agli appassionati di teatro. Difettose sono le donne che non riescono a procreare e che, cercando di superare questo gap, entrano in un tunnel di disperazione originata dal senso di inadeguatezza, ma soprattutto dalla brutalità con cui la società e la burocrazia, soprattutto, trattano le donne che sperimentano un percorso alternativo alla maternità.

Non sempre si dedica attenzione all’editoria per bambini, che pure occupa una fetta considerevole del mercato librario. Dopo il clamoroso successo riscosso da Un giovane di campagna – pubblicato negli anni Settanta e che da allora conosce continue riedizioni e grande attenzione da parte del pubblico – l’autore del sud Pontino, Alessandro Petruccelli propone per i tipi della Graphe.it una favola per bambini che è stata salutata molto positivamente da pubblico e critica: La mucca sposella (2012).

Per concludere due libri sulla lettura. I libri ti cambiano la vita (Longanesi, 2012) a cura di Romano Montroni, libraio di lungo corso. Nell’opera cento scrittori raccontano cento capolavori. Una specie di lanterna magica che illumina opere destinate all’oblio, alla fugace notorietà, ma anche all’eternità.

Autore non italiano, egli infatti è messicano, ma appassionato del nostro paese, Rogelio Guedea, ne Il mestiere di leggere , tradotto in italiano da Roberto Russo (Graphe.it, 2012) concentra la propria attenzione sulla parte del processo creativo che troppo spesso rimane in ombra, sovrastato dalla mole dell’autore: il lettore. Un libro sul lettore, dunque, e non sull’autore.

I libri sono le nostre parole e le parole delineano il nostro mondo. Vedere, capire e interpretare la realtà è un atto di coraggio e di responsabilità.

Buone feste!

Natalino Fioretto
Università per Stranieri di Perugia


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