Altritaliani

L’irresponsabile.

sabato 8 dicembre 2012 di Nicola Guarino

Neanche un anno e l’utile esperienza di Monti viene chiusa dalle frenetiche voglie del cavaliere, che vista la vittoria di Bersani nel centrosinistra si dichiara pronto a ridiscendere in campo. Tra tragedia e farsa, l’Italia si appresta a riessere ad un passo dal baratro. Già finite le primarie della destra, torna il teatrino, battete le mani!

Come era previsto, sia chiaro lo diciamo non per vanagloria ma perché era effettivamente facile da prevedere. La vittoria di Bersani ( il quale sia chiaro non ha nessuna colpa diretta nella ridiscesa in campo del cavaliere), ha ridato fiato e speranza alla destra populista di Berlusconi e anche di Grillo.

Avesse vinto Renzi con i suoi trentasei anni e il suo moderno programma di centrosinistra, staremmo a questora a parlare di altre cose. Parleremmo delle primarie del PDL, di una rinnovata voglia di partecipare alla politica, dell’assottigliamento nei sondaggi degli indecisi e degli indignati che rinunciano al voto.

Saremmo a dire di un paese che sta ritrovando la normalità, con uno spread sempre più in discesa con un debito pubblico ormai controllato, dell’avvio di politiche per la crescita economica del paese.

Staremmo ancora ridendo delle Parlamentarie dei grillini, i quali sono probabilmente bravissime persone, ma francamente trattate come burattini dal loro leader maximo, il comico genovese. Il quale fa una consultazione democratica che sembra il “Grande Fratello” dove ognuno spiega in cinque minuti il suo programma politico in approssimativi video, senza nessun confronto d’idee, ma del resto si sa per le idee basta l’accoppiata Grillo – Casaleggio, che sembrando la controfigura di John Lennon è anche utile all’immaginario televisivo dei possibili fun.

Ma siccome la politica e la storia non si fanno con i sé e con i ma, ed avendo il popolo di centrosinistra fatta la sua scelta, dobbiamo attenderci, con la ridiscesa del cavaliere, responsabilmente, tutti i catastrofici effetti sull’economia reale e sulla psicologia di un popolo già tanto provato dai sacrifici resi ormai vani dalla prossima e sicura perdita di credibilità internazionale, con il debito pubblico che tornerà a crescere di galoppo, con uno spread che già ha iniziato a balzare in avanti, con la probabile, direi certa, vendita dei titoli italiani, da parte dei tedeschi e di fatto tutti i sacrifici compiuti, per restare in Europa saranno stati vanificati.

La caduta di Monti è ormai questione di ore e fa impressione pensare a tutti gli effetti conseguenti a tanta irresponsabilità. Ci accingiamo a precipitare ancora di più in una sanguinosa, in termini politici, campagna elettorale, fatti dal caos di promesse e grida dei populisti di destra, quelli di sinistra fortunatamente non hanno più voce (si veda Di Pietro) e con il centrosinistra nell’amaro compito di dover perdere tempo a rispondere al nulla che viene da destra. Dopo un anno in cui si è parlato di fatti reali, incredibilmente avremo la scena politica rioccupata dal cavaliere per parlare del nulla.

Un colpo duro alla ripresa della normalità tanto auspicata dopo venti anni di berlusconismo. Un colpo duro a quella primavera della politica italiana. Una vittoria della malapolitica e dell’antipolitica, che poi sono la stessa cosa.

Gli effetti benefici, per quanto a costo di rudi sacrifici, della cura Monti, stanno per essere vanificati, dalla vanagloria (quella si) di Berlusconi, che incapace a farsi da parte, malgrado le richieste dei suoi parlamentari e consiglieri. E della mancanza di attributi (almeno politici) del segretario Alfano che ha speso tutta la sua credibilitrà in un ridicolo balletto di conferme e smentite delle primarie di destra. E’ chiaro che l’Italia ha dimostrato spesso di essere un paese senza memoria, ma se finito il tempo di Berlusconi, ci saranno quelli che battono le mani ad Alfano, vuol dire proprio che in Italia la dignità è ritenuto un inutile optional.

Nella logica berlusconiana, si sa, lo disse ai suoi già all’indomani della sua prima discesa in campo, quasi venti anni fa, gli italiani sono immaturi, degli eterni bamboccioni, piuttosto ignoranti e che si lasciano sedurre dalle apparenze, più che dai fatti, gente (cosi disse Berlusconi) che hanno una cultura da terza media a cui bisogna parlare come si parla ai bambini.

Aspettiamoci, quindi filipicche interminabili contro l’Europa, disastrose proposte di abolire l’IMU, l’uscita dall’Euro, la cacciata degli immigrati ed altre pazzesche proposte che creeranno solo divisioni nel paese, e una crisi tremenda economica e nei mercati internazionali. Sia chiaro tutte affermazioni roboanti quanto inutili, dato che sono inattuabili ed anacronistici, ma utili a far battere il petto all’italiano piccolo, piccolo che odia l’extracomunitario, che è sempre pronto a dare la colpa al prossimo, che non vede l’ora di un condono oppure di una piccola truffa.

Quella italietta tanto televisiva e cara al cavaliere, che piange e si lamenta, ma che studia con presunta furbizia, come sottrarre denaro all’erario.

Attendiamoci, proposte demagogiche da una persona che piuttosto che cedere ai propri interessi personali e che per sfuggire alle sue responsabilità prima penali e poi civili, morali e politiche è pronto come Nerone con Roma a far bruciare l’intero paese.

Questo cattivo frutto è conseguenza di una destra italiana che è stata incapace di riformarsi, di ritrovare la sua vocazione ad essere forza europea moderna e liberale. Con il berlusca, cadono le speranze e si torna ad una destra di nani, ballerine, veline e imbroglioni, con Ruby e Minetti, Fede e Lavitola, unadestra mangiona e volgare capaci di spartirsi tutto per conservare i propri privileggi, che azzanna la testa della pecora senza neanche toglierci la lana.

Una destra che permetterà ancora per cinque anni a Berlusconi di nominare i suoi parlamentari che rappresenteranno come in passato lui e non un paese che con l’attuale legge elettorale (il porcellum del leghista Calderoli) non puo’ avere rappresentanti scelti dagli elettori.

Una destra che vuole escludere i cittadini dalla loro prima attività che come la stessa parola ricorda è fare politica. Una destra che non ha voluto in questi venti anni cittadini, ma spettatori plaudenti ed ignavi, che beotamente erano alla ricerca di una giustificazione per il loro capo che mentre il paese era in rovina, si dedicava al bunga, bunga, sfuggiva con leggi ad personam alle sue responsabilità penali, affossava la scuola e l’università, lasciava mano libera alla destrutturazione dell’industria italiana, ci faceva perdere ogni credibilità internazionale, faceva crollare veri pezzi di territorio, mentre vagheggiava di grandi ed inutili opere come il ponte sullo stretto di Messina.

Come se non bastasse si ridà fiato all’inutile Grillo, che avrà anche un grande risultato, ma cosa se ne farà dei voti? A Parma si stanno ancora chiedendo che se ne fa il sindaco eletto, ripeto, magari bravissima persona, ma la politica, che va praticata da tutti non è qualcosa che si puo’ improvvisare. Non è una recita a soggetto e nemmeno lo sketch di un buon comico.

Nicola Guarino


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