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Grillismo for dummies

lunedì 12 novembre 2012 di Emidio Diodato

Il grillismo è un movimento politico che presenta tre elementi di novità. In primo luogo usa la logica delle reti elettroniche per fare politica. In secondo luogo usa l’invisibilità televisiva come strumento di comunicazione politica. In terzo luogo usa l’anti-partitocrazia come argomento per creare consenso su specifiche proposte di riforme economiche. Al fine di valutare ognuno di questi elementi si devono tenere separate le posizioni esplicite del movimento e la loro interpretazione.

Per quanto concerne le posizioni esplicite, nel primo caso il movimento fa riferimento alla democrazia elettronica; nel secondo caso denuncia la dipendenza del giornalismo dal potere politico; nel terzo caso propone una svolta ambientalista. Ma veniamo alle interpretazioni.

Prima interpretazione. Non è facile definire la democrazia elettronica. La differenza tra un qualunque oggetto e la sua forma elettronica è molto chiara e non dipende certamente dalle reti elettroniche. Ad esempio posso comprare un libro cartaceo sul web oppure un libro elettronico (ebook) direttamente in libreria. Nel primo caso ho acquistato un libro grazie a una connessione a Internet e poi posso leggerlo ovunque.

Nel secondo caso possiedo un libro perché mi sono recato in libreria, ma per leggerlo ho bisogno di ricaricare l’ereader. La qualità digitale del libro (ebook leggibile solo con ereader) è prova della sua natura elettronica. Internet non c’entra niente. Un esempio altrettanto chiaro non può essere fatto per capire la differenza tra democrazia e democrazia elettronica.

Del resto, ogni volta che un aggettivo qualifica la democrazia si apre una questione politica. La nostra democrazia è liberale (e lo diamo così per scontato che spesso dimentichiamo di specificarlo). Una democrazia popolare, oppure elettronica (qualsiasi cosa significhi) è un’altra cosa. Non è un caso che la prima crepa dentro il grillismo si è aperta proprio sulla denuncia di mancanza di democrazia nel movimento.

Tuttavia l’uso delle reti elettriche da parte del movimento è un importante elemento di novità rispetto alla sua forma di organizzazione politica. La partecipazione politica assume in genere una forma partitica, se consentita solo agli iscritti che agiscono secondo le regole fissate da uno statuto, oppure una forma assembleare, se aperta a tutti quelli che condividono un obiettivo politico.

È evidente che la rete elettronica di Internet consente oggi di ripensare la partecipazione politica e il caso del grillismo presenta elementi di novità in tal senso. Più o meno funziona così: prima si dibattono i temi in rete, iscrivendosi alla discussione (più o meno strutturata); poi si partecipa direttamente a eventi nazionali o locali.

Seconda interpretazione. La questione dell’invisibilità televisiva è molto più semplice. È stato sostenuto che il grillismo usa l’invisibilità e il silenzio come armi per alimentare l’attesa di un messaggio messianico. Può darsi. A me pare che, messa da parte la versione ufficiale del movimento per cui anche Formigli e Santoro di La7 sarebbero giornalisti alle dipendenze del potere, la scelta del grillismo possa essere interpretata in modo molto più banale: “non andiamo in televisione a dare l’impressione di essere gli ultimi arrivati nel teatrino dei tanti partitini, ma facciamo sì che sia la televisione a venire da noi”.

Nei primi anni Novanta, due trasmissioni della Rai dedicate alla questione settentrionale, “Profondo Nord” e “Milano, Italia” di Gad Lerner, fecero conoscere agli italiani un nuovo partito-movimento: la Lega Nord. Oggi che la Lega Nord è il più vecchio partito del panorama politico, vincente è una comunicazione che nasconde il volto televisivo del singolo candidato. La visibilità mediatica del nuovo prodotto politico (il partito-movimento grillista a “5 stelle”) è comunque garantita da clamorose sortite: come l’inizio della campagna elettorale in Sicilia con la traversata a nuoto dello stretto di Messina.

Terza interpretazione. Vi è infine la svolta ambientalista proposta dal movimento. È noto che il grillismo è vicino al partito di Di Pietro (e di questo tanto si discute in questi giorni). Ma in verità è sul piano programmatico che il grillismo diventa rilevante, poiché riempie il vuoto politico lasciato dai Verdi. Il punto di maggiore interesse è che mentre questi ultimi si dichiaravano di sinistra, in Italia come in Europa, il grillismo si auto-rappresenta come né di sinistra e neppure di destra.

La svolta ambientalista diventa quindi dirimente e la denuncia ai partiti corrotti è solo un mezzo per realizzarla. Soprattutto di fronte alla crisi economica, oggi una svolta ecologica ed economica appare interessante. Ma non tutti sanno e capiscono, non tutti vogliono capire, che l’ecologismo dei partiti verdi e ambientalisti ha profonde radici nella cultura di destra.

È quindi indispensabile – per comprendere la svolta – una "guida for dummies" per tutti coloro che hanno dubbi interpretativi, dietrologie, necessità di chiarimenti. (continua…)

Emidio Diodato


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