Altritaliani
Cent’anni di veleno in Liguria.

Bormida: l’Acna di Cengio in un libro di Patricia Dao

giovedì 18 ottobre 2012 di Rino Vaccaro

Renzo Fontana fu tra i primi giornalisti ad occuparsi di ambiente in Italia, un paese che su questi temi è da sempre in un drammatico ritardo. Al centro della sua attenzione e di sua moglie Patricia Dao fu l’Acna di Cengio, il maggiore responsabile del disastro ambientale che colpi’ la valle e il fiume Bormida, un disastro le cui responsabilità coinvolsero anche le istituzioni. Tra lirismo e denuncia il libro “Bormida” di Patricia Dao dà vita al ricordo di 117 anni di resistenza popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. Il libro è disponibile anche in versione francese.

Scrive Patricia Dao:

“Il fiume Bormida era nero
nero come le tenebre
come il vuoto che non si contava più
nessuno contava più la morte sulle rive leccate dalle sue
acque acide
nessuno osava più dire niente sul silenzio che filava sinistro
tra le pietre levigate
nessuno vedeva più l’assenza dei pesci degli uccelli
la valle si era immobilizzata da quando la morte di un
fiume era stata decretata
una storia banale
oscena.

Un libro davvero originale, di grande passione civile, una scrittura spontanea e riflessiva al contempo che commuove, trascina in un crescendo che direi epico (con l’inserimento ironico di citazioni dal Macbeth di Verdi a fare da contrappunto ad una storia vera e dolorosa).

Quello che colpisce è la riscoperta per così dire dell’infanzia del mondo … una fedeltà ad un passato migliore del presente che fa riflettere in modo non banale sul senso della storia. La valle Bormida inquinata è un delitto contro la natura e la battaglia decennale per far chiudere quella fabbrica della morte una epopea popolare.

Anche la nostra vita, attraversata da lutti e guerre e soprusi, è come la valle inquinata che vuole mantenere però tenacemente il ricordo della felicità come una opzione possibile. Davvero grande!

Il libro è anche la storia di una pubblicazione coraggiosa “Valle Bormida pulita”, un esempio di controinformazione in quegli anni abbastanza raro. Il direttore era un giovane giornalista de l’Unità, Renzo Fontana, marito di Patricia Dao.

Lo ricordo quando ero capo-ufficio stampa nella Regione Liguria quando mi portò il primo numero di "Valle Bormida pulita": era felice e gli ho espresso una ovvia solidarietà e mi sono abbonato volentieri a quella che era una importante novità pubblicistica in Liguria. Fontana è stato uno dei primi giornalisti ambientalisti (molto prima che nascesse il gruppo di specializzazione della FNSI poi infelicemente dissolto).

Era una persona competente e motivata; ho anche ripreso alcuni contenuti della battaglia ambientalista contro l’Acna di Cengio sul periodico della Regione con qualche difficoltà naturalmente, accusato di parzialità se cercavo di scrivere dei casi emblematici come la Stoppani di Cogoleto o la centrale Enel a carbone di Vado, per non parlare dell’impianto a caldo della siderurgia oggetto di una memorabile battaglia ambientalista che ha visto protagoniste le donne di Cornigliano.

Ambiente e informazione sono strettamente correlati; anche per me era chiaro che sarebbe stato meglio spiegare che cos’è il cromo esavalente piuttosto che pubblicare le foto degli uomini politici che volevano invece controllare il loro “House organ”.

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L’Acna di Bormida

Nel libro c’è un lungo elenco dei prodotti chimici dell’Acna: dai coloranti all’agricoltura chimizzata e anche al materiale bellico, con la clamorosa denuncia “IRAQNA” per la guerra Nato in Iraq, e poi i residui tossici smaltiti nel fiume ma anche, con una connessione indecente con la mafia, nel sud Italia e in altre parti del terzo mondo.

Pero’ non viene chiamata in causa solo l’Acna ma anche le istituzioni: dai tribunali che assolvono, al Ministero della sanità, alla Regione per i mancati controlli, fino al Ministero dell’interno per la dura repressione della protesta popolare!

L’autrice guarda con amore e rispetto all’innocenza delle vittime e con occhi limpidi anche l’orrore della devastazione ambientale.

Scrive Philippe Baqué: “Il paese di Cengio, situato nell’entroterra di Savona, sulla frontiera tra Liguria e Piemonte, fu il teatro di una delle prime lotte ecologiche. In un inno lirico alla vita, Patricia Dao dà vita al ricordo di 117 anni di resistenza popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. La rivolta degli abitanti della Valle Bormida si inscrive nello stesso solco di altre lotte portate avanti in varie parti del mondo. La questione è fondamentale: Si tratta di inventare un nuovo modello di sviluppo rispettoso degli esseri umani e dell’ambiente.

Rino Vaccaro

Patricia Dao
BORMIDA
Oxybia Editions http://oxybia.free.fr

***

BORMIDA (version française)

En Italie, le village de Cengio, situé dans l’arrière-pays de Savona, à la frontière de la Ligurie et du Piémont, fut le théâtre de l’une des premières luttes écologiques. En un hymne lyrique à la vie, Patricia Dao ravive le souvenir de 117 années de résistance populaire, humble, solidaire, entêtée et victorieuse. La révolte des habitants de la Vallée Bormida s’inscrit dans le même sillon que beaucoup d’autres luttes menées un peu partout sur la planète. L’enjeu est de taille: il s’agit d’inventer un nouveau modèle de développement respectueux des humains et de l’environnement.
Philippe Baqué, journaliste

Patricia Dao met à nu son histoire privée et collective en choisissant résolument le langage le plus urgent, désarmant et pur: celui de la poésie. Sans compromis, encore une fois.
Alessandro Hellmann, écrivain et auteur de théâtre


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