Altritaliani
I falsi miti fondatori dell’identità di appartenenza

“Contro le radici – tradizione, identità, memoria” - di Maurizio Bettini

domenica 9 settembre 2012 di Gian Carlo Zanon

Sembrano lontani i rumorosi echi dei raduni della Lega Nord in cui si inneggiava ad ‘un’identità celtica’ che giustificava l’aggirarsi nelle valli padane di individui nerboruti armati di corna vichinghe. Eppure era l’altro ieri. I soprassalti drammatici della contingenza economica con un unico colpo di spugna hanno fatto sparire tutto il corredo carnevalesco e ora quei variopinti personaggi, come se nulla fosse accaduto, hanno emigrato in altri movimenti di ispirazione ribellista. Molti di loro li vediamo, spogliati dalle loro maschere odiniche, adorare un nuovo leader che, facendoli ridere in modo sgangherato, fa loro dimenticare la perduta identità celtica.

Maurizio Bettini, classicista e insegnante di Filologia Classica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena, nel suo ultimo libro, uscito a giugno per i tipi della Casa Editrice Il Mulino, non disdegna di scendere nei pratoni leghisti per capire le ragioni della sbandata identitaria di una parte considerevole dell’elettorato italiano.

A pagina 18 del suo libro l’autore, per mostrare tutta la goffa insipienza culturale di quei partiti, italiani ed esteri, che si rifanno ad un’assurda autoctonia, cita un manifesto ‘educativo’ della scuola Bosina, “un’istituzione di ispirazione leghista sorta anni fa in provincia di Varese”: «Gli uomini sono come gli alberi, se non hanno radici sono come foglie al vento e i bambini sono come i semi che devono trovare il nutrimento dalla [sic] terra in cui vivono per divenire querce secolari, di quelle che affrontano le tempeste della vita rimanendo salde [sic] al terreno».

Da questa inqualificabile “metafora arboricola”, l’autore parte per una ricerca appassionante e mostra al lettore come le favole e i miti della “terra degli avi” vengano da sempre utilizzati sia per rafforzare l’identità di gruppo sia per legittimare scelte politiche a beneficio di veri o supposti individui autoctoni.

Non sono solo le favole legate ai luoghi d’origine l’obiettivo della ricerca del classicista, ma anche i falsi miti della tradizione culturale che avrebbero la funzione di dare identità ad un gruppo sociale anche numeroso come quello europeo.

Luoghi e tradizioni venivano strapazzati e tirati per la giacca già nell’Atene periclea ed anche da poeti come Virgilio: cos’è l’Eneide se non un falso mito fondante di Roma. Ma finché i miti rimangono miti non fanno molti danni. I problemi nascono quando si vuole dare forzatamente ad un popolo eterogeneo come quello europeo identità e tradizioni facendoli calare dall’alto come quando, scrive Bettini; «si scatenò il dibattito relativo alla proposta di inserire nel Preambolo della Costituzione europea una menzione delle radici cristiane dell’Europa.» In quell’occasione l’ex presidente del Senato Marcello Pera pronunziò al Meeting di Comunione e Liberazione un discorso dove le metafore sulle radici, sui luoghi fisici di provenienza delle tradizioni e sulla morale europea, che, secondo lui, risalirebbe alle mitiche leggi mosaiche, si sprecarono.

La proposta di Maurizio Bettini sulla ricerca di un, seppur labile, comune denominatore identitario è di buon senso come tutte le cose semplici: egli suggerisce di lasciar cadere, la metafora delle radici per sostituirla con quella del fiume. L’immagine eraclitea del fiume dove “tutto scorre” mischiandosi è la vera cifra identitaria, in divenire, della società contemporanea: «Tale immagine, infatti,- scrive l’autore – porta con sé anche il sèma della mescolanza, se non addirittura quello dell’intorbidamento …». Questa ‘opacità’, come la definirebbe il poeta Edoard Glissant, è la verità vera della realtà sociale che si oppone e al funesto concetto di purezza delle razza: ariana, celtica, padana.

Contro le radici, che è un intelligente monito contro i pericoli di sempre possibili derive identitarie, si chiude amaramente sui “tragici paradossi” della guerra in Ruanda causata dalla creazione, da parte dei colonialisti europei , di una etnicità artificiale funzionale al dominio sulla popolazione dell’ex Congo belga.

Gian Carlo Zanon

SCHEDA

Autore: Maurizio Bettini
Titolo: Contro le radici – tradizione, identità, memoria
Editore: Il Mulino (collana Voci)
Prezzo: € 10,00


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