Altritaliani

A ognuno il paese che si merita?

lunedì 18 giugno 2012 di Emanuela De Siati

Ieri mi aggiravo per il mercato di Bologna come spesso faccio il finesettimana. Un miscuglio di lingue, gente che vende, compra, non c’è niente di familiare, un’accozzaglia di vestiti sintetici dai Cinesi e un odore che mi rende quasi asmatica, vestiti stock dai Pakistani di alte firme, napoletani, bolognesi, di tutto, di più.

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Mercato Multietnico di Bologna

Avvistato un vestitino per il gran caldo, sento dire da un commerciante: “ Io adesso questi giocatori non li sopporto più, guadagnano miliardi, non è giusto in un momento così particolare e difficile nei confronti di chi guadagna poco o è disoccupato”- Mi viene da pensare – sì, giusto..ma..chi ha trasformato questo sport in Italia come l’unica passione possibile? L’unica per cui spendere un sacco di soldi? L’unica che ha reso celebri questi giocatori come se avessero fatto una scoperta scientifica in grado di salvare migliaia di vite?”. E credo che lo sport sia solo un esempio per poter spiegare come l’italiano medio abbia passioni da poco, passioni di persone che leggono poco, che sono poco informate, che non hanno un vero spirito critico e che individuano il divertimento con attività banali e che coinvolgono la maggior parte della gente.

Sembra un discorso noiosetto il mio, chissà, uno stereotipo sul quale sbuffare, ma vorrei far presente che la parola cultura non deve per forza spaventare. Lo spirito critico di cui accennavo, si forma in seguito a una vita piena di esperienze interessanti, viaggi, studi, incontri con persone, divertimento quindi e la criticità ci servirà a capire quando l’economia ci propina cose noiose che annoiano la nostra individualità e quando questa invece viene sollecitata da un interesse che ci tocca nel profondo.

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Michela Marzano

Venerdì, la filosofa Michela Marzano, ha parlato durante un incontro, di libertà individuale. Citando Schopenhauer: “Si è liberi di fare quello che si vuole, ma non di volere quello che vogliamo”.
Questo significa che oggi sembra che ognuno di noi abbia la libertà di fare quello che più piace o desideri, ma vogliamo davvero quello che vogliamo? La nostra individualità è davvero così libera dagli stereotipi a cui siamo legati socialmente? Siamo davvero liberi di provare sentimenti autentici, liberi da un conformismo sempre più forte? E infine, i nostri pensieri sono davvero liberi da quello che la pubblicità, la coscienza collettiva, ci impone di pensare? Il tentativo di decostruire un mondo intero, certo, è difficile e ci appare impossibile. Ma se fossimo davvero muniti di una cultura personale, saremmo così poco consapevoli? Avremmo una visione così povera del mondo, dei diritti, della famiglia, del divertimento come ce l’ha l’italiano medio di oggi? Ci accorgeremmo che gli abusi sulla donna in occidente si possono facilmente equiparare a quelli del medio-oriente? E qui lancio una provocazione, ma mi chiedo e vi chiedo: “ Qual è la differenza tra imporre il velo a una donna o imporle (e intimarle con violenze psicologiche) di girare con vestiti succinti senza nessun rispetto per il suo corpo? Noi donne, vogliamo davvero uscire per strada come se fossimo delle bambole su cui ognuno può riporre il proprio sguardo? Abbiamo davvero un diritto alla nostra individualità e alla nostra personalità? Forse una parte di donne acculturate riesce a sottrarsi a questa violenza (forse..), ma tutte le altre?

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Euro 2012: Italia - Spagna

A quel signore che si lamentava per gli stipendi troppo alti dei giocatori, risponderei che ovviamente ha ragione a stupirsi dell’assurdità della cosa. Ma che quei giocatori, li abbiamo sovvenzionati noi col nostro esclusivo interesse e passione. Che sono diventati famosi e divi più di un ricercatore che studia per sconfiggere il cancro proprio grazie al nostro interesse che verso la cultura non c’è mai stato. E allora, se per gli Italiani divertimento vuole dire esclusivamente Calcio, beh, che dire..si tengano il calcio e una crisi che sarebbe stata meno invasiva se come hanno già fatto altri paesi nordeuropei, il governo avesse investito sulla ricerca e sui giovani, gli unici a poter voltare pagina in una situazione così assurda, già, assurda.
Cassano: « Froci in nazionale? Che devo dire? Problemi loro. Spero che non ce ne siano!».

Emanuela De Siati

IL BLOG PERSONALE DI EMANUELA DE SIATI: http://emanueladesiati.blogspot.it/


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