Altritaliani

I governati.

giovedì 14 giugno 2012 di Veleno

Attenzione: Alla fine di questo articolo, guardatevi allo specchio e chiedetevi se siete davvero innocenti.

“Io….? Ma io che c’entro? Mi volete rovinare? Io ci ho famiglia!”
(Alberto Sordi)

Per non uscire dall’Europa, l’Italia non deve fare solo sacrifici, non deve solo abbassare questo dannato spread con i Bund tedeschi, deve abituarsi con gli altri paesi a degli standard di civismo comune. Creare un linguaggio del comportamento e dell’appartenenza che sia sempre più affine a quello degli altri partner europei.

Si fa un bel dire che la nostra politica si deve moralizzare, che non è possibile, con l’attuale crisi, avere un giro di 60 miliardi di euro per corruzione; che l’Italia è dominata da caste e che i privilegi e i costi della politica sono insostenibili. Tutto questo mentre i nostri partiti faticano ad approvare finanche norme elementari come quelle sull’anticorruzione.

Si ha un bel dire che questo governo è come gli altri, che è tutto un mangia, mangia (un magna…magna).

A forza di boutade, di disfattismo e populismo di un berlusconismo quasi ventennale e di altri populisti come quelli della Lega, o Di Pietro fino al Grillo nazionale, si rischia di vedere l’immagine allo specchio del paese (il sistema dei partiti) senza capire che quel sistema è il riflesso maledetto della nostra società.

Così temo che la realtà sia che questo governo ci somiglia, i nostri governi ci hanno sempre somigliato. Per cui, per una volta, invece di parlare dei partiti e degli antipartiti, del governo ladro per cui piove, parliamo dei governati, di noi, cerchiamo di avere il coraggio di guardarci in quello specchio ed avremo i partiti e anche il governo contro cui inveiamo.

Chiediamoci una buona volta, senza ipocrisie, se lo standard del nostro civismo è in linea con gli esempi europei migliori. Siamo l’ottava potenza economica mondiale, tra le prime quattro in Europa, e dobbiamo confrontarci, con tutto il rispetto per gli altri, con paesi come l’Inghilterra, la Francia, la Germania.

Allora….vediamo. Noi siamo quelli che s’indignano per i 130 miliardi di evasione fiscale all’anno e la conseguente mancanza di servizi essenziali adeguati per una comunità civile, che si lamentano che lo Stato non fa nulla per noi, ma noi mentre ci lamentiamo, evadiamo le tasse. Quasi tutti, tranne gli impiegati pubblici, che non possono evaderle, solo perché gliele prendono prima di dargli lo stipendio.

Noi siamo quelli che mentre in città come Torino, Parigi o altre capitali prestigiose del mondo hanno le discariche entro le mura per raccogliere i rifiuti, noi no. Da noi qualunque paesino, anche il più remoto, può impedire allo Stato (cioè all’intera comunità) di aprire una discarica, con i sindaci pronti a mettersi alla testa dei loro compaesani, per fare blocchi stradali ed altri atti contrari alla convivenza di tutti. Ovunque ma non nel mio giardino.

Mi piacerebbe sapere in Italia dove si trova questo paese che si chiama Ovunque.

Ci lamentiamo che manca la meritocrazia, ma appena qualcuno al governo vuole proporla per le scuole, le università, per il lavoro, ci lamentiamo. Eh no…. !! Bisogna aiutare tutti e questi tutti sono spesso i più incapaci ma anche i più raccomandati, quelli che rubano il posto ai meritevoli e che rendono la nostra produttività pubblica e privata sempre più fragile e scadente, con il risultato che quelli bravi se ne vanno all’estero a rendere grandi i paesi a noi concorrenti.

I governati, lamentano i privilegi degli altri, delle varie caste, la mancanza di liberalizzazioni. Ma appena si vuole creare un po’ di libero mercato e dare la possibilità ad altri di mettersi in gioco, immediatamente, scioperi e gazzarra, vedi i tassisti che paralizzano le città, appena si pensa di liberalizzare quel settore, o i farmacisti, o i notai, gli avvocati… ma anche nelle università, ognuno difende il proprio fondo schiena, la propria corporazione, fregandosene degli altri.

Ci lamentiamo delle tante truffe quotidiane, ma le cronache raccontano di falsi invalidi, di ciechi che allenano squadre di calcio, di paralitici sorpresi a fare jogging e che in tanto intascano senza nessun turbamento le loro pensioni pagate sempre da noi, che siamo poi pronti a dire che non è grave, è un peccato….veniale!

Lamentiamo il mancato il rispetto delle regole, delle leggi. Che qui c’è troppa impunità. Ma alla prima infrazione al codice stradale, per non dire di altro, ci attacchiamo a mille malizie e furbizie legali, all’amico presso il Comune, pur di non pagare la multa, l’ammenda, speriamo nelle lunghezze processuali, in qualche prescrizione, grazie ai ritardi della macchina burocratica, e poi bestemmiamo contro Equitalia se è stata troppo tempestiva, ed esige il pagamento di quanto dovuto.

I governati, si commuovono quando alla tele o al cinema vedono storie di razzismo, ma poi i neri, gli arabi, gli immigrati, non li vogliono mai. Ovunque ma non qui…da noi. Ovunque…. Sempre ovunque, oppure qui, ma nascosti, non regolarizzati, sfruttati magari, sfruttati come negri…appunto.

I governati vogliono più verde per i loro bambini, per avere aria pura, poi magari di notte costruiscono abusivamente e sono tanti. Ad Ischia sono quindicimila e fanno i blocchi stradali se le autorità cercano di abbattere le loro costruzioni abusive. Ma di abusivismo edilizio ve n’è una quantità infinita. Nel nord e nel sud al punto che l’orografia dei nostri territori ne è devastata. Se si tratta d’infrangere la legge...allora...ovunque è veramente ovunque.

E così in Italia hanno inventato una cosa che in Europa non capiscono: “Il condono edilizio”.

I governati odiano la corruzione ma in tantissimi la praticano in modo piccolo e grande, chiedono favori, vogliono evitare lungaggini burocratiche, cercano di evitare la salita faticosa dei propri diritti con una scorciatoia, magari dal politico amico, se non addirittura ricorrendo alla malavita.

Si praticano corruzioni piccole e grandi, dal pacchetto di sigarette all’usciere della camera di commercio, per avere vantaggi, al pacco di soldi al finanziere per non avere controlli fiscali. E così via dicendo, non c’è settore, non c’è campo dove non vi siano corruzioni, favori, clientele.

I governati vogliono la cultura, ma fanno di tutto per non sostenerla, per non pagarla, anzi addirittura a volte si inventano associazioni culturali con il solo scopo di acquisire soldi e potere. I governati vogliono tagli alla spesa pubblica. E’ giusto, ma tagli, significa anche tagli di posti di lavoro inutili, ma appena si parla di questo immediatamente i tagli diventano impossibili.

Gli italiani vogliono un lavoro e un futuro per i giovani, ma alla prova dei fatti vorrebbero solo un lavoro e un futuro per i loro figli. Dei giovani in genere, non gliene frega a nessuno. Tanto è vero che appena si propone qualcosa come maggiore possibilità di assumere i ragazzi e minori garanzie per chi il lavoro già ce l’ha, immediatamente non va bene. Bisogna dare lavoro a tutti. Giovani e vecchi anche se il mercato e le imprese non hanno bisogno di tutti questi lavoratori, e con il risultato che i giovani devono attendere sempre, fino a quando non saranno vecchi.

Ci sono città italiane che hanno un numero di netturbini superiore alla città di New York e con risultati tutt’altro che edificanti. Gli italiani hanno applaudito la fine di Berlusconi e l’arrivo di Monti si sono dichiarati pronti ai sacrifici, ma non appena il governo ha iniziato a colpire duro per abbassare il debito (gli italiani hanno cessato di amare il nuovo premier). Insomma i governati vogliono tutto anche i sacrifici purché non debba farli la propria categoria. Li facciano gli altri, si facciano altrove, magari Ovunque.

Il nostro debito pubblico e le nostre sfortune sono figlie anche di un malcostume generale, di una mancanze d’amore per l’Italia e per noi stessi, di un civismo che abbiamo sempre ignorato di un senso della lealtà che non ci appartiene. Da noi se non c’è un terremoto, una catastrofe naturale, se non c’è la guerra, fatichiamo ad essere solidali ad essere una società.

La realtà è che l’etica e il senso di responsabilità personale e politica ci deve essere ovunque tra i governanti come tra i governati. E dire che quando gioca la nazionale, e suona l’inno nazionale, magari ci commoviamo. Ma perché?

Veleno


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