Altritaliani
Com’è nata la commedia ‘A munnezza e la filosofia dell’usa e getta.

Se la monnezza è commedia. Alessandro Casola racconta.

sabato 19 maggio 2012 di Mario Scarpa

“ ‘A munnezza” è una commedia in tre atti scritta dall’attore e commediografo Alessandro Casola e pubblicata dalla casa editrice Arduino Sacco. L’autore ha già all’attivo venti commedie, tre atti unici e alcuni pezzi di cabaret, inoltre come attore ha lavorato con la compagnia stabile del teatro Sannazaro di Napoli, con quelle di Carlo Giuffré e di Geppy Gleijeses. L’idea della commedia risale al 2002, in un periodo in cui si era ancora lontani dalla fase più critica della crisi rifiuti a Napoli ma apparivano i primi segnali della tragedia che sarebbe scoppiata di lì a poco: i cumuli di immondizia nelle strade; i treni che incominciavano a trasportare i rifiuti all’estero; l’incapacità delle istituzioni locali di prendere provvedimenti adeguati alla risoluzione del problema.

Casola immagina una coppia di personaggi surreali, Munnezza e Consumo, entrambi descritti con un riferimento dettagliato all’imponenza delle loro dimensioni (al crescere vertiginoso dei consumi segue l’aumento nella produzione giornaliera di immondizia) e collocati al centro di una vicenda che ben presto assume toni sempre più realistici e di denuncia sociale. Il tema della crisi rifiuti fa da sfondo a un’amara riflessione sulla degenerazione delle coscienze individuali e sulle conseguenze drammatiche che una progressiva perdita di valori può determinare. Il denaro appare al centro di ogni preoccupazione dei personaggi protagonisti della commedia, tutti pronti al tradimento pur di ricavarne un personale tornaconto. E l’indifferenza verso i pericoli di una cattiva gestione del ciclo dei rifiuti porta ad una realtà apocalittica, fatta di aria esterna irrespirabile, di feti deformati, di cibo incommestibile.

La commedia evidenzia la debolezza di una classe dirigente incapace di sottrarsi ai ricatti della criminalità, anzi preoccupata di assecondarne le richieste e trovare accordi redditizi, sempre nel totale disprezzo delle esigenze collettive. La corruzione, l’egoismo e la violenza dominano nel regno della munnezza e l’ironia del testo non ha soltanto lo scopo di stemperare la drammaticità delle situazioni descritte, ma anche di cogliere pienamente il suo significato allegorico.
Ne parliamo con l’autore:

Il testo della commedia è stato scritto nel 2002, con anni di anticipo sulla crisi dei rifiuti a Napoli. In quel periodo quale fu la reazione nei confronti del suo lavoro? E oggi è cambiato qualcosa?

“La commedia all’epoca passò sotto silenzio, in quanto nessuno riusciva a spiegarsi il perché io avessi dedicato a questo argomento strano, non utile socialmente (secondo loro) e cosa la commedia volesse dire. Tanto che ha dormito in un cassetto per quasi dieci anni. Forse l’atteggiamento nei confronti della commedia è stato lo stesso atteggiamento che si è avuto nei confronti del problema. Ecco perché è scoppiato il problema dell’emergenza rifiuti. Questo è un vecchio problema del Sud, se non ci si sbatte contro il problema non si riesce ad avere l’approccio della prevenzione. L’ultimo esempio è stato il problema della pirateria stradale. Solo quando c’è il morto investito dall’autista in stato di ebbrezza si pensa di inserire come reato l’omicidio stradale. Poi passa tempo, non muore più nessuno e questo disegno di legge viene puntualmente archiviato.”

Nella commedia tutto è all’insegna dell’usa e getta: non soltanto fazzoletti e bicchieri di plastica, ma anche lavori part- time…

“Certo, la commedia inizia parlando dei rifiuti ma termina parlando dell’essere umano. Era il rapporto tra come i cittadini trattano i rifiuti e come l’individuo tratta l’altro individuo, in questo caso c’è il rapporto datore di lavoro e operaio, che volevo approfondire. Ma non solo il problema dei rapporti sociali, ma anche dell’individuo con la propria coscienza. Penso che anche da questo punto di vista la commedia sia sempre molto attuale.”

L’immagine di Munnezza che deve andare “a morire” in un posto molto lontano è una delle più forti nel testo della commedia. A cosa si deve la scelta di personificare l’immondizia?

“È l’idea che dà origine alla commedia. Senza questa idea si rischiava di parlare dell’ argomento con noia e retorica. Il posto molto lontano è un posto virtuale, è quello che tutti vorremmo quando si parla di creare una discarica o un inceneritore vicino casa. In realtà, come dice la commedia, la differenziata è la soluzione che permette di incenerire meno rifiuti possibili. Il comune di San Francisco è arrivato alla quasi totalità di riciclo. È un modello senz’altro da seguire.”

Alcune scuole hanno chiesto di utilizzare la commedia come testo didattico?

“La commedia attualmente è materiale didattico dell’università Cattolica Peter di Budapest, in un’università a Stoccolma e in alcune scuole in Campania. Ma devo dire che le richieste continuano costantemente e incrementano.”

Progetti futuri?

L’opera ’A Munnezza è d’interesse internazionale ed è in fase di traduzioni in diverse lingue, e presto ci saranno news sulla messa in scena in territorio francese dell’opera in lingua francese.
Mi sto anche dedicando alla composizione di altre opere teatrali, di altra argomentazione ovviamente, ma nello stesso stile, ironia e analisi della società.

Mario Scarpa

In partenariato con Ilmondodisuk


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