Altritaliani
Alla 25° fiera del libro di Torino tra speranze e problemi.

Fiera del libro di Torino: Leggere in tempo di crisi.

domenica 13 maggio 2012 di Carlo Patrignani

Tutti gli indicatori dell’editoria sono in crisi, esplode però il fenomeno e-book, i libri cartacei si difendono tra difficoltà e contraddizioni. Le politiche editoriali tra grandi e piccoli editori. Un dibattito a più voci e intanto, le novità librarie, insomma il mondo del libro fotografato a Torino nel tempo della crisi.

Il libro sinonimo di cultura, conoscenza, sapere attraversa un momento per nulla favorevole. La 25esima edizione del Salone del Libro di Torino, la prestigiosa kermesse internazionale con oltre 1.200 espositori, si è infatti aperta con due novità: una negativa per la crisi del settore che nel 2012 ha fatto registrare un meno 12% che va ad aggiungersi al meno 3,5% del 2011 come fatturato e vendite ed una che si annuncia come positiva, l’e-book, cioè il libro ‘liquido’, un oggetto reale e virtuale al tempo stesso, portatore di contenuti scritti e multimediali.

Il segno negativo quel -12% del 2012, come ha evidenziato l’indagine ‘Nielsen Book Scan’, vale dunque sul fatturato: - 11,8%, pari a 276 milioni di euro, erano 313 milioni di euro nel 2011, e nel numero di copie vendute: - 10,8%, pari a 21,1 milioni di copie che l’anno scorso erano 23,7 milioni di copie.

Questo nonostante lo sforzo competitivo degli editori che ha portato a una diminuzione - tra ottobre 2011 e febbraio 2012 - del prezzo medio di vendita attorno al 7%. Poi da gennaio a marzo 2012, sono state soprattutto ‘le catene’ a segnare il maggior valore negativo come fatturato: - 12,8% sullo stesso periodo del 2011, seguite dalle librerie online: - 12,4% e dalla Gdo: - 11,7%, mentre la libreria indipendente ha registrato il -10,6% rispetto al 2011. Quanto ai generi, nei primi tre mesi di quest’anno e’ diminuita del 18,9%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la saggistica, seguita dalla ‘non fiction pratica’, ossia guide, cucina, viaggi, con un meno 11,5% e dalla fiction con il 10% in meno.

Al calo delle copie vendute, 21,1 milioni, ora si affianca il nuovo modello di libro, l’e-book, o meglio il libro ‘liquido’, tanto per stare in perfetta sintonia con l’attuale modello di società, imposto dall’ideologia dominante, quella neoliberista, altrettanto ‘liquido’ come lo ha definito il sociologo Zygmunt Bauman. “È l’ora di mettersi a ripensare la società all’interno della quale ci interessa vivere – è la sua tesi - C’è una crisi di valori fondamentali. L’unica cosa che conta è la crescita del Pil. Se un bene passa da una mano all’altra senza scambio di denaro è uno scandalo. Questo perché c’è un potere, quello finanziario, totalmente fuori controllo. Non esiste un sistema politico internazionale in grado di limitarlo. La politica non è in grado di condizionare la Borsa e i mercati”. La sfida dunque è aperta e il libro ne è divenuto un po’ il simbolo: da elemento e/o mezzo di diffusione della cultura, conoscenza e sapere può e rischia di poter diventare un dei tanti oggetti e prodotti superflui, effimeri, non durevoli e perciò facilmente sostituibili. Che fare, allora? “Bisogna cercare insieme le soluzioni - ha detto il presidente dell’Aie, Marco Polillo - Mi auguro che il mondo politico, che in passato si è sempre mostrato abbastanza indifferente ai problemi del libro, prenda finalmente atto della situazione e intervenga in maniera concreta. Il 12% in meno del primo trimestre 2012 è un dato molto pesante anche se abbiamo delle prime indicazioni che il mese di aprile ha avuto una forte ripresa”. In attesa, allora, delle adeguate ed opportune ‘soluzioni’ a sostegno del settore, ecco sbarcare l’e-book, il libro liquido: non a caso l’identikit del libro prossimo futuro disegnato ed emerso al Salone è proprio un oggetto mutevole, i cui contenuti non sono legati solo ai caratteri impressi sulla carta, ma possono essere fruiti da tablet, telefonini e altri dispositivi, che ormai ci tengono continuamente connessi a internet.

Un campanello d’allarme è venuto, cifre alla mano, dai dati forniti dal Politecnico di Milano: il libro tradizionale ha perso ben 500 milioni in termini di vendite, negli ultimi 5 anni, complice la diffusione di 32 milioni di Pc in Italia e 2,5 milioni di tablet. Come a dire, che ha perso in vendite, come oggetto cartaceo, ma non – ecco un elemento confortante - in lettori. Seppur a livelli ancora bassi rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, i lettori di ‘e-book’ in Italia sono aumentati nel 2011 di circa 440 mila unità, arrivando a sfondare la soglia di un milione, così come sono cresciuti i titoli disponibili in catalogo: sono passati a 31.615 nel mese di maggio rispetto ai 1.619 di gennaio 2010.

Pare insomma che anche l’Italia stia aprendo le porte al libro digitale, pur se arriva all’appuntamento in forte ritardo. Tant’è che, viste le cifre, l’argomento ‘e-book’ non poteva non toccare il Salone dove sono presenti come ospiti ‘digitali’, i tre grandi player internazionali, Amazon, Nokia e Trekstore, per presentare gli ultimi modelli dei loro device e illustrare caratteristiche e le modalità con cui sarà possibile fruire dei libri digitali. Si vedrà quanto e come il passaggio di consegne tra il cartaceo e il digitale rispetterà quel ‘bene prezioso’ per la crescita culturale ed intellettuale che è stato comunque il libro.

E il cartaceo? Tranquilli i suoi fans: è ancora vivo e ciò è dimostrato dal numero di espositori presenti anche quest’anno al Salone che cercano, certamente non tutti, di tutelare il libro tradizionale, puntando sempre e comunque sulla qualità ritenendola fattore decisivo per rispondere alla sfida del ‘fare cultura’ e perciò vedono il libro come un ‘bene prezioso’. E in questo settore un ruolo decisamente fondamentale lo ha il sistema della ‘distribuzione’ che permette al libro di arrivare nelle librerie e quindi al lettore.

Legato a questo c’è un secondo elemento non meno fondamentale rappresentato dalle grandi librerie o grandi ‘catene’ che tendono a privilegiare i grandi editori per i loro numeri rispetto ai piccoli e medi.

Così la sfida si fa ancora più dura per quegli editori, che sempre più sono tra i piccoli e medi, che aspirano e vogliono ‘far cultura’ attraverso il libro, come nel caso della giovane - è nata pochi anni fa, nel 2009 - e brillante casa editrice ‘L’Asino d’oro’, con più di trenta titoli all’attivo.

“Il problema fondamentale dei piccoli editori è la distribuzione, è essere presenti nelle librerie: le concentrazioni tendono favorire i grandi editori”, dice Matteo Fago, editore insieme a Lorenzo Fagioli della casa editrice presente al Salone con la nuova edizione di ‘Teoria della nascita e castrazione umana’ che completa la trilogia della Teoria della nascita 1971-1974 dello psichiatra Massimo Fagioli, ormai nota a livello internazionale ed espressione di un nuovo movimento culturale, scientifico e umanistico. Gli altri due libri che compongono la trilogia dello psichiatra ben noto anche in Francia sono ‘Istinto di Morte e Conoscenza’ e ‘La Marionetta e il Burattino’, presentati entrambi anch’essi al Salone.

Come uscire allora dalla morsa tra distribuzione-grandi catene rivolta appunto ai grandi editori? “Penso che i piccoli dovrebbero allearsi, fare gruppo, diventare un’unica forza: del resto rappresentano il 30% del mercato”, aggiunge Fago. Una tendenza in atto è il ‘low cost’ vale a dire il prezzo al ribasso, immettere cioè sul mercato libri a prezzo ridotto.

“Non sono affatto d’accordo con questa tendenza – ribatte Fago – la considero una scemenza: non si può lavorare in perdita a scapito della qualità, del contenuto del libro, per un meccanismo puramente commerciale di accaparramento”. Insomma, non alla moda del libro come un detersivo: paghi uno prendi due! “La qualità dell’opera per noi è fondamentale: ci interessa principalmente incidere sul piano culturale, far discutere, mettendo in crisi lo status quo”.

Tra gli ultimi titoli della casa editrice romana il volume curato da Livia Profeti, “Heidegger, l’introduzione del nazismo nella filosofia” del filosofo francese Emmanuel Faye che svela il volto nascosto dell’opera heideggeriana: legittimare, diffondere e prolungare il progetto sterminatore di Hitler; poi “La trappola. Radici storiche e culturali della crisi economica” dell’economista Andrea Ventura e “Fecondazione e(s) terologa” di Carlo Flamigni e Andrea Borini.

L’obiettivo di questa casa editrice è decisamente il ‘far cultura’ proponendo al pubblico testi impegnativi, ricchi di stimoli, originali e destinati a far discutere. Testi che sono apprezzati anche all’estero: dopo l’incontro alla Libreria Internazionale di Lille del 21 aprile scorso su ‘Caravaggio, Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose’ di Anna Maria Panzera, il 14 maggio prossimo alla Maison d’Italie a Parigi viene presentato ‘L’ombra di Cavalcanti e Dante’ di Noemi Ghetti, che racconta “la sanguinosa dialettica sulla natura dell’amore e della fantasia che oppone i due grandi poeti della letteratura italiana delle origini, Guido Cavalcanti e Dante, ricostruita attraverso i loro scritti in tutte le sue tappe”.

Così opera ‘L’Asino d’oro’ mentre le ‘concentrazioni’ tra distributori e grandi librerie o ‘catene’ - come la Mondadori, la Feltrinelli, la Rcs Editori, tanto per fare qualche nome - sono decisamente una barriera, un ostacolo all’espansione dei piccoli che sono costretti per sopravvivere a ricorrere ad espedienti.

Sarà pure per la crisi, fatto sta che ha preso piedi la moda dei libri a 9,90 euro, filone lanciato dalla Newton Compton già pronta alla versione “Gli insuperabili” a 5,90 euro, e non accenna a rallentare. Tanto che la stessa Mondadori, ad esempio, è ricorsa alla collana di narrativa breve a 10 euro. “Va premesso che Mondadori è un grande editore, abituato a lanciare le tendenze e a sparigliare, anche sul catalogo. Queste nostre uscite a 9,90 si inseriscono in una collana che esiste da circa tre anni, ‘Oscar emozioni’. E si tratta di romanzi di qualità. E se in questo momento tanti grandi editori si stanno muovendo nella stessa direzione, è proprio perché il filone è entrato nel vivo. Ovviamente, come tutte le mode editoriali, prima o poi passerà. Ma non credo che si rischi confusione nel pubblico a causa della vastità dell’offerta.

Sono convinto che i lettori italiani siano molto più attenti di quanto immaginiamo”, ha spiegato Antonio Riccardi, direttore editoria di catalogo libri trade del Gruppo. Anche la Rizzoli si prepara a lanciare una collana di romanzi a 9,90, mentre la Feltrinelli lancia l’allarme con il direttore editoriale Gianluca Foglia. “Credo che stiamo correndo un rischio che sintetizzerei così: il libro non ha futuro se i lettori smetteranno di percepirlo come un oggetto di valore, ma i lettori smetteranno di percepire questo valore se noi rinunceremo a comunicarglielo.

Da questo punto di vista la riduzione indiscriminata del prezzo non aiuta, anzi alimenta un’idea appunto di ‘low cost’ che alla fine rischia di mettere il libro in diretta competizione con i contenuti gratuiti della rete, ed è una corsa al ribasso che il libro non può evidentemente seguire pena la sua estinzione. Detto questo, Feltrinelli adotta da sempre una politica di attenzione ai prezzi e continueremo ad adottarla. Ma non al costo di pubblicare libri più brutti, di autori meno validi, con traduzioni peggiori e un lavoro redazionale meno accurato.

Oggi rischia di prevalere un discorso in cui tutti i mediatori appaiono come degli usurpatori. Ma io penso che il lavoro di molti di questi mediatori - editor, redattori, grafici - serva a creare libri fatti meglio. Perché i lettori hanno bisogno di libri ben fatti, non solo di libri che costano poco”.

E a proposito dei libri in uscita nei prossimi mesi, la Feltrinelli ha tra gli altri i testi di Salvatore Niffoi e Mauro Corona più i “tre pilastri” del catalogo: Daniel Pennac, Stefano Benni e Umberto Galimberti. Tra i saggi raccomando a tutti la lettura de “Il vile agguato” di Enrico Deaglio, un’amara ma indispensabile riflessione sulla morte di Paolo Borsellino e su vent’anni di menzogne e depistaggi.

Quest’anno i paesi ospiti sono la Romania e la Spagna. Tra gli eventi impedibili va evidenziato l’incontro di Paolo Giordano, autore de “La solitudine dei numeri primi”, con Elizabeth Strout, la scrittrice americana che ha vinto il Premio Internazionale Mondello, proprio su designazione del giovane scrittore torinese, il quale riconosce in lei uno dei maestri letterari cui si è ispirato. Il salone ricorda Carlo Fruttero con le affettuose testimonianze di Mario Calabresi, Fabio Fazio, Massimo Gramellini, Marcello Sorgi e Luciana Littizzetto che con Ernesto Ferrero leggeranno alcune pagine memorabili.

Carlo Patrignani


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