Altritaliani

Elogio al litigio.

lunedì 30 aprile 2012 di Veleno

“Quando un uomo col fucile incontra un uomo con la pistola,

l’uomo con la pistola è un uomo morto”.

(Per un pugno di dollari – Sergio Leone)

Ebbene sì! Elogio al litigio! Non a quello da strada, tra estranei, chiusi nelle auto per stabilire a chi tocca la precedenza, ma a quello in famiglia, tra mariti e mogli e anche tra amanti, infondo anche loro sono parte della famiglia.

Personalmente preferisco nettamente il litigio italiano, fatto di alzare la voce, gridare, offendere con ingegnosi e creativi a volte sarcastici improperi, di piatti rotti (le facce no, non esageriamo), pugni sulle tavole, manate e sbattute di porte, piuttosto che il litigio “educato” sponsorizzato dagli stranieri, fatto di lunghi silenzi, sorrisi ironici, occhiate che uccidono, di estenuanti silenzi profondi, freddi, di gelo. Lì, perde chi cede prima e se i contendenti, sono duri…è dura; il silenzio può durare settimane.

Si ma perché preferisco la sguaiataggine del litigio urlato? Credo che la risposta possa darla il buon Domenico Starnone che in un suo adorabile romanzo, che si chiama: “Via Gemito” raccontando dei litigi “napoletani” dei suoi genitori, evoca la parola napoletana “appiccico”. In quei litigi fatti di collera calda e nostrana nulla a che vedere con la collera fredda inglese e germanica di cui sopra, il marito e la moglie, i fidanzati, gli amanti e spasimanti, più che dividersi ed allontanarsi si attaccano, si appiccicano appunto, che letteralmente significa s’incollano.

Nel dirsi offese impronunciabili, e nell’agitare le mani per aiutare le parole, infondo esprimono una forma d’amore e di considerazione. Grido perché non ti riconosco e vorrei che tu ti facessi riconoscere, esprimo la mia rabbia e tu la tua, e in questo agitarsi fisico e mentale vengono scaricate lunghe giornate di tossine, ci si libera dalle mille frustrazioni della vita sociale (il lavoro, il vicino, le tasse, ecc..) e della stessa vita familiare e di coppia. Quella collera calda esprime un desiderio e un riconoscimento, libera il cuore, la mente e lo stesso corpo da mali vecchi e nuovi forse solo per qualche giorno, ma è efficace, dopo un po’ ci si è pronti alla riconciliazione, si ristabiliscono gli equilibri, si chiariscono i dubbi e si è pronti ad amarsi con rinnovato vigore.

La collera fredda no. Quella non è efficace, è senza bontà, non è ingenua. E’ calcolatrice, risentita, non chiarisce, non spiega, tende a punire ad imporre il proprio potere, è come dire: “Vedi sono più bravo di te, posso non telefonarti per settimane, posso guardare la TV (o fare finta di guardarla) ignorandoti per ore, forse per giorni.

Molti per ignoranza, per ipocrisia o disamore la preferiscono. Dicono: “E più educato” ahimè, quante volte si confonde l’educazione con l’ipocrisia. Non è un appiccico, non unisce, non è una diversa maniera di fare l’amore, divide, separa, è solo punitiva, castrante, frustrante, ma temo che chi ha la collera fredda sia come il cow boy armato di fucile che vince contro quello armato di pistola (leggi collera calda).

E’ sempre così, e non ci sono miracoli. Il freddo impassibile stronzo o stronza, che non ti guarda nemmeno, finirà per vincere il duello con l’agitato o agitata che s’infervora nella sua rabbia (giusta o ingiusta) e nella sua passione. Potete contarci, alla fine (giusto o ingiusto che sia) sarà lui o lei a piegarsi e a scusarsi.

Del resto il duello si consuma tra la passione del “colleroso caldo” che sviscera gobbe sconcezze, a carico dell’interlocutore, ricordando vanamente i suoi sacrifici e i suoi presunti meriti, mentre l’altro stacca l’emotività (ammesso che l’abbia mai avuta) limitandosi a rade, secche parole cariche di cinico veleno (non è il mio). L’uno si strappa le vesti (metaforicamente), in teatrali e logorroici giudizi sull’altro, pieni d’enfasi, colore e calore, di tutta risposta l’altro finge d’impegnarsi in opache faccende di lavoro proprio o domestico, non dando più segni di vita.

Piano, piano il collerico si trova privo d’energie, consumato, afflitto e sconfitto dal vuoto d’amore di chi non risponde, l’altro, forse vuoto lo è sempre stato.

Tuttavia, Gli stronzi o stronze (del partito della collera fredda) gonfi di piacere con ritardo accetteranno le scuse e la resa, si godranno la vittoria, anche se non sanno che giorno dopo giorno, litigio freddo dopo litigio, silenzio dopo silenzio gelido, il vero sconfitto sarà l’amore che cederà il posto ad una deprimente solitudine, magari in due.

Veleno


Voi come litigate? Veleno preferisce lo stile italiano per eccellenza. "La collera calda" e odia lo stile anglosassone. Voi che ne pensate? Scrivete i vostri commenti ed opinioni, cliccando in fondo alla pagina su "rispondere all’articolo"

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